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  • Sampmania: aspettiamo a dare per spacciato Kownacki

    Sampmania: aspettiamo a dare per spacciato Kownacki

    • Lorenzo Montaldo
    Partiamo da un presupposto. Io mi fido ciecamente di Marco Giampaolo. E se l'allenatore della Sampdoria dice una cosa, qualunque cosa, tendo a dargli credito di default. Se poi il suo pensiero è simile al mio, ancora di più. In questo caso ritengo interessante concentrarsi su Dawid Kownacki. Dopo la partita con il Milan ho pubblicamente sottolineato la mancanza di mordente e di incisività dell'attaccante polacco, entrato in campo quasi svogliatamente a San Siro, nella Scala del calcio. E' un peccato di lesa maestà praticamente capitale. “Ma come? Un ragazzo giovane, chiuso da due mostri sacri in attacco, che ha la chance di giocarsi una carta importante dopo il problema fisico del suo principale antagonista, ed entra in questo modo sul campo forse più affascinante di tutta Italia per un calciatore, oltretutto nel momento in cui si sarebbe bisogno di mordente e cattiveria?”. Lo abbiamo pensato un po' tutti, e a Genova il dibattito è continuato a lungo.

    Come al solito, ad amplificare il tutto sono stati i social. “E' troppo giovane”, “E' svogliato”, “Non vede più la porta”, “Sopravvalutato”, “Si è montato la testa”, sino addirittura al “E' una pippa” sono state alcune delle cose che ho letto in questi giorni. Qualcuno addirittura tirava in ballo una – a mio modo di vedere- fantomatica lassezza dei calciatori dell'Est Europa, che tenderebbero ad adagiarsi alla seconda stagione di Serie A, portando come esempi Kownacki e Schick. E' un'analisi che però non tiene conto ad esempio di calciatori come Hamsik, Skriniar, o per rimanere alla Sampdoria Linetty e Bereszynski. Sicuramente Kownacki non è quello dello scorso anno, il torello che entrava e bruciava il campo, sbranava il pallone e lo risputava in porta come Taz dei Looney Toones. Nella stagione 2017/2018, Kownacki la buttava dentro con regolarità: 5 gol in Serie A giocando solo 810 minuti all'impatto con l'Italia rappresentano un impatto degno di nota. Risultato ancora migliore in Coppa Italia: 2 presenze, 3 reti. Totalizzare 8 marcature (e 3 assist) al primo campionato a vent'anni. Non è da tutti. 

    Possibile che tutto ad un tratto sia diventato un brocco? Onestamente credo che il Mondiale non abbia giovato poi molto al ragazzo, che è tornato con una condizione fisica non propriamente perfetta. Lo stesso Giampaolo, insieme a Sabatini, lo aveva bacchettato per alcuni comportamenti non ineccepibili, ad esempio il taglio di capelli platinato con cui si era presentato al ritiro. Ma sono minuzie, piccolezze che non intaccano quella che è la concezione di Giampaolo del suo calciatore: Kownacki ha la  fibra dei polacchi che l'allenatore di Giulianova ha avuto a disposizione sino ad oggi. “Sono dei soldatini”, aveva detto tempo fa il mister. E il giudizio è rimasto invariato. Ma torniamo a quello che proprio oggi Giampaolo ha detto sull'attaccante classe 1997. 

    Come al solito il tecnico ha centrato perfettamente il punto. “Il rigore di Cagliari gli è rimasto addosso”. Una frase che descrive perfettamente la sensazione che si prova vedendolo giocare. Secondo Giampaolo però è tutto parte “Di un progetto di crescita”, e detto da uno che ha svezzato Skriniar, Andersen, Schick, Praet e Torreira ha un gran valore. “Io l’ho impiegato sei minuti e non è che possa fare tanto. A Milano ha avuto più minuti, ma resta un ragazzo umile che lavora. Non è una testa calda. Anche lui ha bisogno di una mano, di fiducia. È giovane, forte, con caratteristiche diverse dagli altri”. Per questo motivo Kownacki può tornare ad un livello importante. “Si allena sempre bene, non è in un momento di lucidità mentale, ma se lo aiutiamo lo ritroveremo” è il consiglio dell'ex mister dell'Empoli. Non ci dimentichiamo comunque che parliamo del giocatore che, di fronte ai pari età, si è laureato capocannoniere delle qualificazioni all'Europeo di categoria. Ha fatto 10 gol in 9 partite, evidentemente la vena realizzativa non l'ha proprio persa del tutto.

    Per questo motivo non sono certo che l'idea prestito per trovare più spazio sia la migliore al fine di proteggere il capitale della Samp. Ovviamente giocando con continuità potrebbe recuperare fiducia e il minutaggio sufficiente per ritornare al gol: un giocatore così vive solo per quello, e con un paio di reti di fila Dawid tornerebbe a sorridere, spazzando via all'istante tutte le critiche feroci che gli sono piombate addosso. Però siamo sicuri che un altro allenatore avrebbe lo stesso interesse e la stessa cura a progetterlo che ha Giampaolo? Ritegno che Kownacki abbia, come dice l'allenatore blucerchiato, “Bisogno di essere aiutato”. E la Samp penso sia l'ambiente ideale per farlo. Non dimentichiamoci che ha ancora 21 anni. Aspettiamolo e non affrettiamo i giudizi, non diamolo per spacciato. Può ancora esplodere, magari diventare il Piatek blucerchiato, perchè no?

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