Cosa è successo alla Sampdoria? Me lo chiedevo già ieri mentre tornavo a casa, e onestamente non sono ancora riuscito a darmi una risposta. Come in tutte le situazioni complicate di questo mondo, non credo che la soluzione più immediata sia necessariamente quella più giusta. Le spiegazioni semplicistiche non mi piacciono. Nel caso specifico del Doria, gran parte dell'opinione pubblica è concorde nel puntare i riflettori su Marco Giampaolo. Io invece continuo a sostenere che sia un ottimo allenatore, uno dei migliori possibili per la nostra dimensione. Datemi pure del pazzo, ma additare l'uomo di Giulianova come unico responsabile di una delle peggiori prestazioni stagionali è limitante. Anche perchè prima degli sciagurati novanta minuti con i gialloblù leggevo sui social commenti entusiastici in merito alla formazione messa in campo dal tecnico. Ma allora cosa ha sbagliato Giampaolo? Il mister ovviamente qualche colpa ce l'ha, altrimenti avversarie del genere le batti. Eppure tutti eravamo curiosi di vedere Gabbiadini titolare, Saponara dal primo minuto, magari di assaggiare un po' di Tavares. Qualcuno leggendo i titolari l'ha definito il miglior 'undici' possibile.

Rinnovo la domanda. Quali sono gli sbagli attribuibili a Giampaolo? A mio modo di vedere i suoi errori sono più circoscritti di quanto si pensi. E' vero, la Samp non è riuscita a ribaltare il risultato contro un Frosinone venuto a Genova con l'elmetto e la baionetta, pronto a fare le barricate. I ciociari hanno trovato il gol alla prima – e unica – occasione buona, piazzando poi il consueto pullman davanti alla porta. Lo hanno già fatto in tanti a Marassi. Solo che questa volta Quagliarella e compagni l'autobus non sono riusciti a schiodarlo dal suo posteggio. Colpa della poca lucidità, delle poche idee, della poca precisione, di errori grossolani nel puro gesto tecnico e della paura di calciare in porta: il risultato è servito. Penso che Giampaolo ieri abbia avuto un limite caratteriale: non è stato in grado di trasmettere ordine e aggressività alla squadra, convogliando l'assalto blucerchiato in una reazione concreta e credibile. La sensazione è che il Doria sia rimasto spiazzato, non appena il canovaccio della sfida ha preso una piega diversa da quella che ci si aspettava. 

L'accusa sentita più spesso nei confronti di Giampaolo è quella che, disputando tutte le partite con un solo modulo, il sistema di gioco diventa troppo prevedibile. Pure in questo caso bisogna fare un distinguo importante: il mister non ha variato il copione in avvio, ma ha chiuso la gara con il 4-2-3-1. E a parecchi non dispiaceva l'idea di vedere i blucerchiati sistemati con questo schema. Quindi non è corretto dipingere l'uomo di Giulianova come ottusamente abbarbicato all'ormai celebre 4-3-1-2. Quando la sua squadra è andata in difficoltà, ha provato a spostare l'inerzia dell'incontro risistemando gli interpreti in campo. Dentro Sau al posto di Ekdal, con Defrel e Ramirez a sostegno di Quagliarella e Praet regista. Secondo me dal punto di vista tattico colpe particolari Giampaolo non ne ha, ha fatto quello che poteva con il materiale a sua disposizione. Se mai sono convinto che le critiche da muovere nei suoi confronti, per quanto riguarda lo schiaffo di ieri, siano maggiormente imputabili alla sfera delle motivazioni. Quelle che non ha saputo trasmettere. Ma anche in questo caso, quanto di tutto ciò dipende dell'allenatore e quanto invece è ascrivibile ai giocatori che in campo ci vanno?  E' affrettato gridare al 'solito girone di ritorno disastroso'. Siamo alla quarta giornata, la Samp ha affrontato una Fiorentina in salute giocando male, e con un po' di malizia in più avrebbe potuto vincere. Poi ha massacarato la sventurata Udinese, ha sofferto a Napoli (più per meriti degli avversari che per demeriti propri) e ha completamente ceffato il match con il Frosinone. Occasioni per riprendere la corsa il Doria ne incontrerà ancora. A patto però di non avvitarsi in una spirale autodistruttiva. Piuttosto ritengo che ci sia un aspetto fondamentale su cui concentrarsi, ed è esemplificabile analizzando la differenza sostanziale che corre tra la Samp e l'Atalanta. I bergamaschi hanno cambiato mentalità, il Doria no. La formazione di Gasperini sa che deve inseguire l'obiettivo europeo, e non si dà alibi. Gli alibi invece la Samp è bravissima a crearseli da sé. Può essere limite di Giampaolo? Probablmente si, ma è un limite questo che nasce da lontano: coinvolge anche la società, i giocatori, persino una fetta degli stessi tifosi. 

Capisco benissimo la vostra frustrazione, la rabbia per quell'Europa che si allontana nuovamente, quella maledetta sensazione di incompiuto. Sono le stesse emozioni che provo io. Forse però sarebbe il caso di compiere un ulteriore step evolutivo, smettendola di oscillare tra l'esaltazione e la disperazione più cupa, scatenando ad ogni passo falso un' agguerrita caccia alle streghe, alla ricerca folle di un unico colpevole. Samp-Frosinone è stata, insieme a Samp-Torino, la più brutta partita stagionale, e sono pienamente d'accordo. Da lì a mettere al rogo Giampaolo, ce ne passa.