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Quando dicevo che la Juve aveva un problema e questo problema si chiamava Cristiano Ronaldo, mi prendevano per eretico. Quando sostenevo - e a maggior ragione lo faccio ora - che lo scudetto lo avrebbe vinto l’Inter o, forse, l’Atalanta, mi davano dell’allucinato. Eppure Ronaldo, con tre gol sbagliati, ieri sera ha impedito che la sua squadra vincesse in casa del Sassuolo, mentre oggi l’Inter, facendo tre punti a Ferrara, la incalzerà a meno sei. Solo la Lazio, fermata anche a Udine, è ormai fuori dalla corsa, anche se lunedì può contribuire ad acuire la crisi della Juve (due punti in quattro partite) battendola a domicilio.

Dalle prime convulse cronache, leggo che sarebbe stato Alex Sandro, autore del 3-3, a salvare la Juve. In realtà è stato Szczesny con cinque parate determinanti: tre nel primo tempo e due nel finale di partita. Il Sassuolo non ha dominato la Juve come ha fatto l’Atalanta, ma quanto a espressione di calcio è stato sulla stessa lunghezza d’onda. Ampiezza, profondità, possesso, fraseggio stretto e aperture larghe, sfondamenti centrali e percussioni laterali caratterizzano il vasto repertorio della squadra di De Zerbi che, oltre alla quantità della corsa, ha la qualità degli interpreti. E fortuna per la Juve che Danilo è riuscito, anche con l’aiuto di Bernardeschi a frenare Boga perché Berardi e, soprattutto Caputo hanno spadroneggiato dentro e fuori dell’area.

Sarri è ai minimi termini. La sua Juve gioca a sprazzi: bene un quarto d’ora con gol di Danilo (su schema da angolo battuto da Pjanic) e di Higuain (imbeccato meravigliosamente ancora da Pjanic), male mezz’ora in cui il Sassuolo non solo ha creato una mezza dozzina di palle gol sbattendo su Szczesny in forma araldica, ma ha trovato anche l’1-2 che lo ha rimesso in partita (Djuricic servito corto da Caputo). L’azione è sporca e viziata da Bentancur che, rientrando per recuperarle palla, la fa sbattere addosso ad Alex Sandro per una carambola che premia i calciatori neroverdi. Ma il gol è assolutamente meritato e sarebbe dovuto venire prima, magari con una magica combinazione Berardi-Caputo-Berardi arginata dal solito Szczesny. Il problema è che, ad inizio di ripresa, esattamente come a Verona, Bentancur si ripete e provoca un pasticcio da ricondurre solo alla sua dabbenaggine. Vince un contrasto al limite e, invece, di appoggiarsi sugli attaccanti, perde palla per voler provare un gioco di prestigio sull’avversario. Punizione dal limite che Berardi trasforma con un tiro sopra la traversa e a fil di palo

Se la Juve aveva costruito il doppio vantaggio in sei minuti del primo tempo (5’ Danilo, 11’ Higuain), il Sassuolo esegue il sorpasso nei quattro del secondo. Berardi, infatti, segna al 50’ e Caputo mette la palla nel sacco al 54’. L’azione è ad ampio squassamento e vede Berardi questa volta nel ruolo di rifinitore (Caputo segna sul secondo palo), dopo aver superato sullo scatto il malcapitato Alex Sandro.

La Juve è stata ad un passo dalla resa. Sarri aveva incautamente scelto Chiellini da schierare accanto a De Ligt che, da sempre, gioca con una spalla scassata. Ad un certo punto l’allenatore bianconero non solo ha fatto scaldare Rugani, ma ha chiesto di farlo anche a Bonucci, infortunato al pari di Demiral. Poi l’olandese ha proseguito, mentre Rugani ha effettivamente preso il posto di Chiellini nel secondo tempo. Questa volta il centrale subentrato non ha fatto malissimo, ma si vede che è sempre incerto e per nulla tranquillo.

A svegliare la Juve sono stati i cambi successivi: Dybala ha preso il posto di Higuain e Rabiot quello di Pjanic con Bentancur spostato al centro. E dal 60’ in avanti la Juve ha ricominciato a giocare, diventando a volte padrona del campo. Purtroppo per gli juventini prima Rabiot di testa (fuori) e poi Ronaldo (palla sbucciata a due metri da Consigli) hanno vanificato due assist perfetti di Dybala. Quello non è stato l’unico errore clamoroso di Ronaldo. Se nel primo tempo era stato fortunato Chiriches a deviare un tiro a botta sicura del portoghese, dopo il pareggio di Alex Sandro (64’, testa da angolo), Cristiano (77’) ha tirato addosso a Consigli da dentro l’area. Così, da una vittoria possibile, la Juve ha corso altri due rischi colossali tra l’84’ e l’87’ quando Szczesny ha respinto su Traorè (entrato per Djuricic), Alex Sandro ha salvato sulla linea di testa e poi ancora il portiere polacco è volato sotto la traversa.

La Juve esce illesa, ma è tutt’altro che in salvo. Primo, non sa vincere più. Secondo, non sa più difendere. Terzo, per la seconda volta in tre partite si fa rimontare un doppio vantaggio. Quarto, sente la pressione di Inter e Atalanta. Pensate con quale spirito affronterà lunedì la Lazio, magari con l’Inter a meno tre e l’Atalanta a meno quattro. Scudetto riaperto e Ronaldo un peso. Adesso se ne accorgono tutti, ma bisognava dirlo prima.






IL TABELLINO

Roma-Verona 2-1 (primo tempo 2-0)

Marcatori: 10' Veretout, 45' Dzeko, 2'st Pessina
Assist: 45' Spinazzola, 2'st Zaccagni
Espulso: Juric
Ammoniti: Veloso, Pessina, Eysseric (V); Mancini, Zaniolo, Cristante, Villar (R)

Roma (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Ibanez (92′ Villar), Kolarov; Bruno Peres (66′ Zappacosta), Veretout, Diawara (66′ Cristante), Spinazzola; Pellegrini (66′ Zaniolo), Mkhitaryan (88′ Perotti); Dzeko. Allenatore: Paulo Fonseca

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Empereur, Gunter, Kumbulla (19′ Dimarco); Faraoni, Veloso (83′ Stepinski), Amrabat (83′ Badu), Lazovic; Pessina, Zaccagni (63′ Salcedo); Verre (63′ Eysseric). Allenatore: Ivan Juric

Arbitro: Maresca