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Il dieci settembre al Salone d'Onore del CONI a Roma ci sarà il sorteggio dei calendari della prossima stagione di Serie C. E proprio in questa data verranno svelati anche i tre gironi, che potrebbero tornare alla vecchia divisione tra nord, sud e centro. Ancora nulla di certo comunque, perché una parte delle istituzioni vorrebbe proseguire nel solco che è stato tracciato in questi ultimi anni. Resta il dato di una stagione che si prepara a ripartire sotto la bandiera delle incertezze e delle fragilità.

QUANTI DUBBI - Sono tante, infatti, le realtà che arrivano alla nuova stagione in mezzo a mille dubbi di natura principalmente economica. I tanti mesi di stop delle attività, le difficoltà legate alla chiusura degli stadi, i mancati introiti: sono innumerevoli le ragioni per cui molti club di C sono appesi ad un filo. E lo spauracchio dei fallimenti, che negli ultimi anni non sono mai mancati in Lega Pro, resta vivissimo e presente anche quest'anno. Anche e soprattutto perché tutto sembra ancora tacere sul fronte più importante per i club di C: lo stadio.
UN SILENZIO CHE SA DI RIFIUTO - Dal Governo non sono arrivate nelle ultime settimane, per non dire nell'ultimo mese, indicazioni di alcun tipo rispetto ad una possibile riapertura degli stadi. La sensazione, visto anche l'incremento più che significativo dei contagiati, è che almeno per le prime partite stagionali si resterà con l'attuale formula delle porte chiuse, per poi valutare una parziale riapertura nei prossimi mesi. Questa eventualità, però, spaventa non poco le squadre di Serie C, che da abbonamenti e vendita biglietti traggono buona parte dei propri introiti. Il silenzio delle istituzioni sulla questione, però, non può che avere il retrogusto del rifiuto, con gli stadi che sembrano destinati a restare chiusi ancora a lungo, con buona pace dei club di Lega Pro, che dovranno inventarsi un modo per sopravvivere in mezzo a questa burrasca...