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  • Striscione bruciato dei Fedayn e la guerra ultrà a Roma: 'In Sud c’è chi festeggia'

    Striscione bruciato dei Fedayn e la guerra ultrà a Roma: 'In Sud c’è chi festeggia'

    • Redazione CM
    La foto dello striscione dei Fedayn in fiamme nella curva degli hooligan della Stella Rossa di Belgrado per tutti gli ultrà giallorossi costituisce l'immagine di "un pezzo di storia della curva Sud che brucia": un affronto senza precedenti. Secondo Repubblica furto dello striscione rifatto per i 50 anni del gruppo fondato al Quadraro il 12 marzo del 1972 da Rulli, ex militante di Autonomia operaia, scomparso nel 1990 a 39 anni, è un'onta terribile. Scuote il panorama della Sud e ne rimescola gli assetti.

    RITORNO? - Oggi i Fedayn, dopo aver saltato la trasferta di Salisburgo, potrebbero tornare a presidiare la vetrata a destra del tabellone, senza striscione. Per dire a tutta la curva: "Eccoci, anche senza bandiera siamo il gruppo del Quadraro, nessuno provi a prendere il nostro posto". Questo in attesa di una soluzione o una di decisione definitiva. Sulla scorta della mancata solidarietà dal resto della curva a Salisburgo non si esclude l'ipotesi di un regolamento di conti tra gruppi. l dibattito interno ai Fedayn ferve, tra chi non vede altra soluzione se non lo scioglimento e chi fa di tutto per salvare il salvabile. Il furto dello striscione rischia di provocare dissapori in una curva eterogenea come quella romanista.

    NIENTE AIUTO - L'agguato riuscito ai serbi dispiace a molti, non a tutti. Specie ai militanti del gruppo Roma, un tempo espressione diretta di CasaPound. I militanti del gruppo Roma - scrive Repubblica - erano stati picchiati senza troppi complimenti dai Fedayn in occasione del derby del 2 marzo 2019, dovendo incassare un'ulteriore umiliazione quando provarono a vendicarsi all'esterno di un pub a Centocelle, il 31 marzo dello stesso anno.Non stupisce che i Roma non si siano mobilitati per cercare di aiutare i Fedayn a recuperare gli striscioni. 

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