22
Caro Leo Turrini, partiamo dalla domanda che ha smesso di essere, per ognuno di noi, una mera cortesia: come stai?
“Sto come tutti. Agli arresti domiciliari, perché così è giusto fare. Ho amici carissimi che lottano contro il virus, fra isolamento e terapia intensiva. Questo è l’inferno sulla terra. Se non altro, lo sappiamo”.

Ma come facciamo a parlare di calcio e di sport, in un momento così tragico?
“Beh, dobbiamo provarci, se non altro coltivando la speranza che ci sia, alla fine del tunnel, la luce della rinascita”.

Avrai notato che c’è una grande confusione, tra UEFA e federazioni nazionali, sulla ipotesi di una ripartenza, sul quando e sul come.
“Senti, c’è una cosa da ribadire subito, con buona pace degli anonimi idioti del web. Viviamo un tempo che non ha precedenti, non ci sono punti di riferimento. Per nessuno. In una tragedia tanto grande, il diritto all’errore va riconosciuto a chiunque”.

E quindi?
“Quindi io posso capire la UEFA, che immagina di riuscire a salvare in qualche maniera le competizioni europee. Al tempo stesso, trovo opportuno esercitare l’arte del realismo”

In che senso?
“Spostano con quattro mesi di anticipo una Olimpiade, rinviandola di un anno. Ti pare credibile salvare la Champions nel giro di poche settimane? A me no, anche se naturalmente me lo auguro”

Stesso discorso per lo scudetto italiano?
“Idem. Con il senno di poi abbiamo imparato che nemmeno le porte chiuse sono una soluzione, purtroppo. Vedi i casi di Rugani, Matuidi, Dybala. E le vicende dei calciatori della Sampdoria”.

Non se ne esce.
“Non ne usciremo fin quando la scienza non avrà trovato una risposta. Un vaccino. Tra l’altro io vorrei chiedere agli imbecilli on line dove sono finiti i no Vax! Prima della pandemia siamo stati massacrati dall’ignoranza. Quelli che dicevano che uno vale uno, in qualsiasi ambito. Ma razza di cialtroni, almeno firmatevi in Rete con nome e cognome, rendetevi identificabili.  Come faccio io e chiunque professionalmente esprima una opinione. Volete dire, per stare a cose meno serie, che Cristiano Ronaldo è uguale a Esposito della mia Inter, dato che uno vale uno?!? Prego, rendete trasparente il dialogo, altro che nickname. Ma lasciamo stare, ci sono cervelli che nemmeno il virus può riattivare, purtroppo”.
Che decisioni prenderà la nostra Lega, se il campionato non potesse riprendere?
“Guarda, qui non parliamo di scandali ma di una pandemia che il mondo non vedeva da un secolo. Se non si potesse più giocare, il modello da seguire sarebbe quello della federazione del rugby, che ha deciso di chiudere tutto senza assegnare nulla”.

Il laziale Lotito protesterà.
“Io mi fido di Andrea Agnelli e di Steven Zhang. Non tutti lo hanno notato, ma tra la Juventus e l’Inter c’è una sintonia molto, molto forte sulle cose più importanti. È una alleanza che federazione e Lega non potranno permettersi di ignorare. E meno male”.

Ci sono anche grandi discussioni sul taglio degli stipendi.
“Intanto sgombriamo il terreno dagli equivoci. Sulla materia io eviterei di ascoltare il parere dei procuratori, che pure sono degnissime persone, per carità. Ma un agente non gioca, non scende in campo. Ha la sua percentuale, ma se il campione non disputa le partite per causa di forza maggiore, insomma, sorry, ma il procuratore per primo non vedrà la sua fetta di quattrini. Dopo di che, in nome del buon senso club e atleti possono trovare un accordo, pensando anche agli atleti delle categorie inferiori, gente che fa la fame se non si riparte”.

Maradona ha detto le stesse cose in Argentina.
“Diego è stato un grandissimo poeta osceno del pallone. Un Baudelaire! Osceno per le sue esagerazioni extra campo, ma lirico per le magie che inventava sul campo. Lo incontrai per la prima volta nell’estate del 1984, era appena arrivato a Napoli, giocava una amichevole pre campionato contro il mio Modena, che era in serie C. Ci vediamo nella hall dell’albergo e io timidamente gli chiedo: Diego, ma come ti trovi con Penzo, il centravanti che il presidente Ferlaino ha comprato dalla Juve per garantirti una spalla in attacco?”

Risposta?
“Testuale: la prima volta che Penzo mi chiude un triangolo gli regalo un appartamento a Posillipo. Diego era così. Fantastico e osceno nella sua arroganza. Ciò non toglie che abbia detto cose giuste in Argentina, sulla crisi da virus”.

Ultima cosa: dicono che Ibra non tornerà al Milan, dopo l’estate.
“Avrà le sue ragioni ma qui il problema è quando torneremo, noi comuni normali, ad una esistenza normale. Altro che Ibra, Singer, Gazidis…”.


di Daniela Bertoni