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    Berlusconi e Galliani, dal Milan al Monza trasformano i sogni in realtà. Come il loro amico Ibrahimovic

    Berlusconi e Galliani, dal Milan al Monza trasformano i sogni in realtà. Come il loro amico Ibrahimovic

    • Alberto Cerruti
      Alberto Cerruti
    Nessuno come loro. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani si sono conosciuti nel 1979, quando il Milan era campione d’Italia e da pochi mesi sulle maglie rossonere aveva la stella per il decimo scudetto conquistato pochi mesi prima. Da allora è cambiato tutto attorno a loro, mogli comprese, ma non la stima, il rispetto perché si danno ancora del “lei” e la comunione di idee, valori che li hanno sempre legati e non sono mai stati messi in discussione nemmeno nei momenti più difficili, come nella notte di Marsiglia del 1991 con la successiva squalifica del Milan in campo internazionale, o nei giorni tristi di Calciopoli quando la squadra fu costretta a ripartire con una penalizzazione nel campionato successivo. Ma soprattutto non sono mai cambiati il loro entusiasmo e la passione per il calcio. La prova, sotto gli occhi di tutti, è arrivata domenica sera quando il Monza, grazie alla sofferta vittoria di Pisa, si è guadagnato la prima, storica, promozione in serie A. Affiancati in tribuna, Berlusconi e Galliani hanno sofferto come nelle notti in cui festeggiarono i cinque successi in coppa dei Campioni/Champions del Milan.

    A quel punto anche i tifosi delle altre squadre si sono resi conto che Berlusconi e Galliani sono capaci, come pochi, di trasformare i sogni i realtà. E tra i pochi è facile pensare a Zlatan Ibrahimovic, che anche se non è un dirigente ha tanti punti in comune con loro. Proprio Galliani ebbe la felice intenzione di portarlo al Milan, quando il campionato era già incominciato, e grazie ai gol dello svedese i rossoneri, guidati da Allegri, vinsero lo scudetto del 2011. Partito Ibrahimovic, la squadra è scivolata sempre di più e dopo l’uscita di scena di Berlusconi e Galliani soltanto lui poteva riparlare di scudetto al Milan quando nessuno ci credeva. Invece il suo entusiasmo e la sua grinta sono stati determinanti per guidare i giovani di Pioli all’ultima impresa, anticamera della seconda stella. Nessuno sa se davvero tornerà in campo dopo l’operazione, a 41 anni, ma con Ibrahimovic mai dire mai. Un discorso che vale anche per Berlusconi e Galliani, con il grande vantaggio che loro possono continuare a vincere senza giocare, rispettivamente a 85 e 77 anni e questo è un altro record, che soprattutto per l’ex presidente del Milan e ora “patron” del Monza vale persino più di quello di Ibrahimovic. Nessun altro dirigente dei grandi club, infatti, ha ottenuto i successi di Berlusconi alla sua età. Il mitico Santiago Bernabeu morì a 83 anni, dopo 35 di presidenza del Real Madrid. Pinto da Costa, presidente tuttora in carica del Porto, l’unico ad avere vinto più di Berlusconi (39 titoli dal 1982 a oggi) è più giovane di un anno. Ma soprattutto nessuno è passato, vincendo, da una squadra all’altra, anche se va ricordato che ufficialmente il presidente del Monza è suo fratello Paolo. Berlusconi, invece, e con lui Galliani, continuano a vincere anche dopo aver cambiato colori, ancora affamati di nuove sfide e senza la minima intenzione di fermarsi. Proprio come il loro amico Ibrahimovic, perché l’entusiasmo non ha età. In campo e a maggior ragione fuori.

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