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    Cagliari: Ranieri non si tocca. Ecco perché i continui cambi modulo non giovane al gioco rossoblù

    Cagliari: Ranieri non si tocca. Ecco perché i continui cambi modulo non giovane al gioco rossoblù

    • Antonio Cinus
    Il Cagliari incassa la quarta sconfitta consecutiva in campionato restando al penultimo posto in classifica. Contro la Lazio gli uomini di Claudio Ranieri non riescono ad imporre il loro gioco e come spesso capita hanno bisogno di subire due reti prima di tirare fuori l’orgoglio. C’e da dire però che le scelte dell’ex allenatore del Leicester stanno lasciando molti dubbi e non stanno aiutando a raccogliere i frutti sperati.

    Innanzitutto bisogna dire che al termine della gara contro i biancocelesti lo stesso presidente Tommaso Giulini ha ribadito la piena fiducia al tecnico, con un matrimonio che andrà avanti sino a fine campionato “nella buona e nella cattiva sorte”. Per il patron rossoblù la colpa è anche dovuta al fatto che molti giocatori acquistati in estate non hanno reso come dovuto, rendo al di sotto delle aspettative e quindi rendendo ancora più difficile questo percorso.

    Uno dei problemi che giova la salute del Cagliari è però il continuo cambiare modulo e interpreti. Ranieri partita dopo partita continua con la strategia di schierarsi a specchio, che, la maggior parte delle volte non porta i frutti desiderati. Contro la Lazio è stato proposto un 4-3-2-1, spesso diventando 3-5-2-1 o 5-2-2-1 a seconda delle incursioni degli ospiti o degli interpreti in campo. Fuori Dossena, Augello, Prati e Petagna, per far spazio ad Obert, Azzi, Deiola e Lapadula. Probabilmente nessuno avrebbe potuto immaginare questo. Un’altra partita con giocatori e moduli diversi. Claudio Ranieri prova come sempre ad adattarsi agli avversari ma probabilmente sarebbe meglio provare qualche carta a sorpresa e sorprendere “il nemico” sul campo.

    Importante novità è l’ingresso nello scacchiere di Gianluca Gaetano, che alla prima titolare con la nuova maglia ha trovato un gol fantastico sotto il sette. Giocate di qualità, incursioni e tanta personalità. Il suo aiuto sarà fondamentale e c’è tanta curiosità di vederlo agire in coppia con Gaetano Oristanio, formando una coppia giovane e piena di imprevedibilità. Sarà però importante non cambiare sempre modulo perché anche gli stessi giocatori con i fissi cambi non riescono a trovare il giusto equilibrio. Per il reparto difensivo la difesa a 4 sembra essere la soluzione più affidabile, con il neo arrivato Yerri Mina ed Alberto Dossena titolari, confermando il fatto che i due acquisti estivi internazionali non sono ancora riusciti ad adattarsi al meglio nel campionato.

    Resta il problema legato alla punta. Quest’anno il Cagliari non ha un attaccante prolifico ma anche dalla sfida contro la Lazio è emerso un fattore decisivo. La squadra non deve giocare ad una punta perché viene lasciata spesso fuori dal gioco ed abbandonata al “proprio destino”. Petagna è fondamentale nel gioco di sponda, nel far salire la squadra e tenere alto il gioco e alle sue spalle ha bisogno di una punta agile per “circumnavigarlo”. Più Luvumbo di Lapadula (fuori forma) e Pavoletti, con l’alternativa Gaetano/Oristano se non si vuole giocare con il doppio trequartista.

    Il tempo di sperimentare e giocare a specchio deve però finire, anche perché mancano solamente 14 partite alla fine del campionato e bisogna arrivare all’obiettivo il prima possibile, senza dover sperare negli errori altrui per rimanere attaccati al treno salvezza. Claudio Ranieri questo lo sa bene e probabilmente si dovrà solo convincere dell’idea che a questo punto della stagione bisogna osare di più.
     

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