Il 7/7 è finalmente atterrato in Italia il re, il fenomeno, il campione pluripremiato che il pubblico aspettava da tempo. Nonostante la data quasi celebrativa, non si tratta però di CR7, bensì di MM: Marshall Mathers, in arte Eminem. Come sarebbe nel caso di arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, il rapper di Detroit si presenta per la prima volta nel nostro Paese un po' avanti in carriera (il prossimo ottobre compirà 46 anni), lontano dagli apici di The Slim Shady LP e The Eminem Show, ma con la classe e la potenza di chi il suo mestiere lo sa fare meglio di chiunque altro. 

Il concerto milanese del suo Revival Tour dura, guarda caso, 90 minuti ed Eminem la sua partita la gioca in maniera intensa, senza troppi fronzoli, sbalordendo con un flow impeccabile (soprattutto in pezzi come Rap God, Kill You e Criminal), emozionando in binomio con la stupenda voce di Skylar Grey in Stan, Love The Way You Lie e Walk On Water, andando a segno a più riprese nella versione Slim Shady con i classici My Name Is, The Real Slim Shady e Without Me. Un live che non delude le aspettative degli 80 mila presenti all'area Experience sold out e che si chiude con Lose Yourself e la frase "this opportunity comes once in a lifetime", mantra buono per i tifosi juventini che pensano alla ghiotta chance di vedere Ronaldo in bianconero. 

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Al concerto di Eminem erano presenti, tra il pubblico, molti esponenti della scena rap italiana, tra cui lo juventino Fabri Fibra, che sta girando l'Italia con il suo Le Vacanze Tour. Nella data di apertura, al Rugby Sound Festival di Legnano (stasera chiusura in bellezza con i Negrita), il rapper di Senigallia ha dimostrato ancora una volta di essere almeno un paio di spanne sopra ogni altro rapper nostrano in circolazione per efficacia delle rime, presenza scenica e qualità del rap. Le nuove generazioni hanno ancora molto da imparare. 

Basti pensare ad esempio a Sfera Ebbasta, in concerto sempre a Legnano qualche giorno dopo Fabri Fibra. Il rapper di Cinisello (che si autoproclama "re della trap italiana" e domina le classiche del primo semestre 2018), frutto di una generazione che arriva all'apice a suon di visualizzazioni su Youtube, sfrutta al meglio la sua popolarità, costruita partendo da zero questo gli va riconosciuto, ma live dimostra ancora molte lacune
: rappa poco, canta ancora meno e quando lo fa ci pensa l'auto-tune a salvarlo da stonature e mancanza di fiato. A dimostrazione che non basta saper palleggiare bene e mostrarlo in qualche video per poter giocare e vincere le finali di Champions League. 

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