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Soffia una bella aria attorno a questo Genoa. Una brezza gentile ed insolita a queste latitudini, spesso abituate ad affrontare bufere sollevate dal nulla anche in tempi di calma piatta. La sfida di domani con il Parma sembra capitare a fagiolo per consentire al Grifone di coronare al meglio questo sorprendente avvio di campionato.

Dopo aver già battuto due neopromosse i rossoblú di Ballardini hanno ora l'opportunità di allungare la propria striscia positiva anche con la terza matricola, che peraltro si presenterà a Marassi priva di alcuni dei suoi uomini migliori, Gervinho su tutti. Se a ciò aggiungiamo la straordinaria vena realizzativa di Piatek, lo stato di forma straripante di Kouame, una sicurezza difensiva che sembra essersi ritrovata dopo gli sbandamenti con Sassuolo e Lazio, il quadro che ne esce sembra un affresco con un solo possibile tema:  la vittoria del Genoa.
In realtà la bellezza del calcio sta proprio nel fatto che di risultati già scritti prima del fischio d'inizio non ce ne siano e spesso basta un singolo episodio per ribaltare completamente le certezze del pre-gara. Pensare di scendere in campo convinti di aver già vinto o comunque di riuscire prima o poi a portare a casa i tre punti sarebbe l'errore più grosso che Criscito e compagni possano concedersi. Va bene l'euforia, vanno bene i raffronti con le deficitari classifiche degli anni passati o con quelle delle stagioni più positive ma quando si scende in campo occorre tenere i piedi ben saldi per terra e la testa concentrata su un solo obiettivo.

Se il Genoa domani si dimostrerà umile le chance di portarsi a casa la quinta vittoria stagionale saranno molte. In caso contrario il rischio di un clamoroso tonfo sarebbe in agguato dietro l'angolo. E quella piacevole brezza di colpo si trasformerebbe in un travolgente uragano.