Ritorno in grande stile. La Champions League è mancata tantissimo all'Inter, ma (almeno un pochettino) anche l'Inter è mancata alla Champions League. A sei anni e mezzo di distanza dall'ultima volta, i nerazzurri vincono ancora 2-1 nel finale a San Siro. Il successo col Marsiglia aveva sancito l'eliminazione agli ottavi di finale della squadra allora allenata da Ranieri, quello di ieri sera contro il Tottenham fa partire col piede giusto gli uomini di Spalletti nel girone di ferro con Barcellona e PSV Eindhoven. 

Per qualificarsi servirà un'altra Inter, migliore nel gioco e sotto l'aspetto tecnico-tattico. Da questo punto di vista le due squadre in campo offrono uno spettacolo mediocre, con diversi errori da entrambe le parti. Compresi gli allenatori, che prendono decisioni discutibili nelle formazioni iniziali (Skriniar terzino non convince, Lucas in panchina è inspiegabile) e nei cambi: vedi l'ingresso di Candreva e la sostituzione di Kane con Rose. 

Allo stesso tempo però servirà la stessa Inter a livello caratteriale. Spinta dal pubblico del Meazza, la squadra è riuscita a gettare il cuore oltre l'ostacolo, ribaltando il risultato. Impresa riuscita soltanto due volte nella scorsa stagione, sempre all'Olimpico, nella prima e nell'ultima trasferta del campionato contro Roma e Lazio. Su tutte queste tre rimonte ci sono le firme di Icardi e Vecino, uomini del destino della pazza Inter che fa impazzire tutti: tifosi, telecronisti (ben venga la passione senza freni inibitori di Trevisani e Adani in diretta su Sky) e "gufi". Fino a cinque minuti dal novantesimo, erano già pronti i critici a massacrare Icardi e i soliti post ironici sui mancati arrivi di Modric e Vidal a Milano. Dove, almeno per una notte, l'Inter ha fatto riveder le stelle al popolo nerazzurro. Non è importante come la finale vinta dal Manchester United contro il Bayern Monaco nel 1999, ma le emozioni non si comandano. 

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@CriGiudici