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  • Juve: perso Lukaku, a Giuntoli serve un gioco di prestigio. Ecco perché Morata e Berardi restano degli obiettivi

    Juve: perso Lukaku, a Giuntoli serve un gioco di prestigio. Ecco perché Morata e Berardi restano degli obiettivi

    • Andrea Distaso
    Con Lukaku sempre più in predicato di diventare il colpaccio di fine mercato della Roma di José Mourinho, l’ultima settimana di trattative per la Juventus rischia di convertirsi in un rebus di complicata risoluzione. Piazzare a certe cifre (70-80 milioni) un attaccante come Vlahovic, reduce da una stagione al di sotto delle aspettative sia sul piano del rendimento - 14 reti in 42 partite - che dell’efficienza fisica (11 partite saltate e una fastidiosa pubalgia con cui il serbo ha dovuto convivere), si è rivelata un’impresa anche per un dirigente capace come Cristiano Giuntoli. Che, coerentemente con quanto dichiarato nel giorno della sua presentazione, spenderà gli ultimi giorni a disposizione in questa sessione soprattutto per ridurre numericamente l’organico di Allegri. Con la speranza non del tutto tramontata di inventarsi un “gioco di prestigio” per accontentare il suo allenatore e regalargli un ultimo rinforzo di spessore.

    PRIMA SI CEDE - Dopo Barrenechea, nelle ultime ore si sono intensificati i contatti col Frosinone per la cessione in prestito anche di due attaccanti in cerca di minutaggio come Kaio Jorge, pienamente recuperato dopo il grave infortunio al ginocchio della passata annata, e Matias Soulé. Due operazioni che non andranno ad aumentare il tesoretto nelle tasche del nuovo responsabile dell’area tecnica, esattamente come per le altre situazioni ancora in sospeso in casa bianconera. In difesa si attende la definizione dell’uscita di Leonardo Bonucci, più vicino al passaggio all’Union Berlino ma tuttora in trattativa con la Juve per definire la buonuscita relativa alla chiusura anticipata del contratto in scadenza a giugno 2024, utile comunque ad alleggerire in parte il peso dei 12 milioni di euro lordi a bilancio. Possibile l’addio, a centrocampo, del giovane Fabio Miretti, da tempo nel mirino del Monza e che può rimanere d’attualità anche con l’arrivo di Akpa-Akpro. E poi ci sono i nomi di grosso calibro.

    I PEZZI DA 90 - Vlahovic, Chiesa, Kean e Kostic. Non si scappa da questi quattro profili, che insieme percepiscono un ingaggi netti per 17 milioni di euro complessivi e che hanno bloccato o bloccherebbero gli ultimi tentativi in entrata di Giuntoli. Se per il primo sono tramontate tutte le ipotesi sul tavolo - oltre al Chelsea già menzionato nell’ambito dell’operazione Lukaku, anche Bayern Monaco, Real Madrid e Paris Saint-Germain hanno guardato altrove - e resterebbe forse una remota possibilità legata al Tottenham (che per ora ha sostituito Kane solo col promettente argentino Veliz), poco si muove anche sugli altri fronti. Per Kean il Fulham si è chiamato fuori e la richiesta di 30 milioni di euro per cederlo a titolo definitivo ha scoraggiato chiunque, il Monaco ultimo in ordine di tempo e ormai prossimo ad acquistare per la stessa cifra Balogun dall’Arsenal, mentre Chiesa - nuovamente accostato al Liverpool come possibile sostituto di un Salah tentato dall’Al-Ittihad - si sta prepotentemente rilanciando in bianconero grazie ad un pre-campionato e una prima uscita stagionale in Serie A molto incoraggianti. Tanto da far pensare ad una riapertura a breve del dossier relativo al rinnovo di contratto. 

    IL COLPO DI GENIO - Resterebbe Kostic, in ballottaggio col giovane Iling jr per il ruolo di alternativa a Cambiaso sulla sinistra e a sacrificabile sulla base delle offerte che dovessero pervenire da qui al prossimo 1° settembre. Più semplice piazzare l’inglese classe 2003, sia in prestito che a titolo definitivo all’estero nell’eventualità di pensare nell’immediato ad una plusvalenza utile per dare respiro alle casse societarie. L’ex Eintracht, acquistato l’estate scorsa per 12 milioni di euro e con un ingaggio netto di 2,5 milioni di euro, può partire per una cifra intorno ai 20, confidando che i sondaggi da Germania, Inghilterra e Turchia producano qualcosa. Soltanto una partenza eccellente creerebbe spazio salariale e margini di manovra per un ultimo guizzo, magari per aumentare proprio il potenziale offensivo della Juve: quasi sfumato Lukaku, resterebbero Morata e Berardi. Una corsa contro il tempo per convincere il Sassuolo a rivedere i propri piani e cedere il suo capitano a condizioni non troppo esose (prestito con obbligo di riscatto e a meno di 30 milioni). Tecnicamente più abbordabile lo spagnolo, per il quale sarebbe sufficiente pagare la clausola da 21 milioni di euro all'Atletico Madrid per riportarlo a Torino per la terza volta. Difficile certo, ma non impossibile.
     

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