2
"Dopo la notizia di oggi dobbiamo capire bene i prossimi passi da fare". Sorriso amaro per Marco Di Vaio, capo scouting del Bologna dove nel pomeriggio è stato rilevato un caso sospetto di coronavirus per un membro dello staff: "Per tranquillizzare tutti, visto il suo stato di salute, possiamo dire che non il mister - spiega Di Vaio nella diretta sulla nostra pagina Instagram - Tra domani e dopodomani verrà fatto un nuovo tampone e se dovesse essere confermata la positività il gruppo-squadra andrà in ritiro". Sicurezza massima in tempo di Covid: "Ogni quattro giorni stiamo facendo tamponi e ogni 10/15 il sierologico. Era il nostro quarto tampone da quando si è formato il gruppo squadra. Aspettiamo la verifica, poi eventualmente andremo in ritiro. Dispiace per i ragazzi perché si dovranno allontanare per 14 giorni dalle famiglie, soprattutto in vista di un mese e mezzo così intenso, ma dal punto di vista degli allenamenti cambia poco. Questo membro dello staff è a casa, nei prossimi giorni non verrà al campo, e se andremo in ritiro lui verrà isolato e la squadra ricomincerà l'allenamento di gruppo".

SCOUTING - Marco intanto da anni ha voltato pagina, pantaloncini e scarpini sono solo un vecchio ricordo: "Non mi manca il campo. Il primo anno e mezzo dopo il mio ritiro è stata dura, ma dopo circa 15 giorni che ho smesso di giocare ho ricominciato subito a lavorare. Ho fatto il corso da direttore sportivo, lavorando vicino a Corvino ho studiato i meccanismi, i rapporti con l'allenatore, gli equilibri nella squadra e ho iniziato un nuovo stile di vita". Idee chiare fin da subito: "Mi è sempre piaciuto il percorso che sto facendo step by step, per poi un giorno fare il ds". Con un sogno nel cassetto: "Sogno di diventare direttore sportivo del Bologna". Nell'attesa, gira il mondo alla ricerca di talenti per i rossoblù: "Da due anni sto facendo lo scout internazionale. Quando c'è un giocatore specifico da seguire vado all'estero a vederlo al vivo, altrimenti seguo le squadre italiane del nostro stesso livello". Lavoro dettagliato e cura dei particolari: "A settembre i direttori ci segnalano i ruoli nei quali visionare i giocatori, a ognuno viene assegnato un campionato e io, insieme agli altri osservatori, segnaliamo i giocatori che ci piacciono. Poi vengono valutati, si fanno riunioni ogni 20 giorni vengono confrontati tutti i nomi appuntati prima di decidere per chi fare un tentativo". Ognuno con il suo metodo: "Il mio database lo ordino per campionati e ruoli". Nella lista di Di Vaio c'è un giocatore già cercato in rosso: "Matheus Cunha dell'Hertha Berlino. L'ho visto dal vivo al pre-olimpico in Colombia a gennaio e mi ha subito impressionato".

MERCATO - Un lavoro di squadra che ha portato a Bologna Takehiro Tomiyasu, una delle sorprese del campionato: "La prima relazione è stata fatta ad ottobre, un mese dopo io e Mattia eravamo già in Belgio. L'abbiamo seguito per tutto il campionato, visionandolo 4/5 volte dal vivo. Ci ha impressionato da subito perché è molto bravo con i piedi e si sa adattare in tutti i ruoli della difesa. Per il Bologna lo immaginavamo proprio nel ruolo di terzino destro, ma nel prossimo futuro siamo convinti che spostandosi al centro possa migliorare ancora". E intanto la Roma ha già messo gli occhi sul giapponese: "A noi non ci hanno contattato. Oggi non pensiamo al mercato, la cosa importante è tornare a giocare e finire bene questa stagione". Bocca cucita anche sull'interesse del Napoli per Orsolini: "E' complicato capire che mercato sarà, questo finale di campionato ci potrà dire molto anche sulle prossime trattative. Noi siamo contenti della crescita di Riccardo che abbiamo preso per sostituire Verdi". A proposito di Verdi, vecchi ricordi di mercato: "Il suo acquisto è stata la mia prima trattativa. Insieme a Bigon siamo andati al Milan per chiedere informazioni su Poli e prendere Simone. E' stata una trattativa veloce". Per un affare chiuso, ce n'è un altro saltato per poco: "Cutrone. Era l'anno del cambio di società al Milan: il giocatore era tra Primavera e prima squadra, loro avevano aperto a una cessione a titolo definitivo ma ci avevano chiesto un po' di tempo perché volevano prima prendere altri attaccanti. Poi Patrick è esploso e non si è più fatto". Milan, oggi, vuol dire (anche) Zlatan Ibrahimovic. Sul quale Di Vaio precisa: "Sono state riportate delle mie frasi su di lui in modo sbagliato. In un'intervista a una tv locale ho risposto a una domanda su Ibra con una battuta ridendo, stavo scherzando ma sono stato frainteso. Gli ho mandato un messaggio perché ci tenevo a dirgli la verità, mi dispiace che si sia fatto male e speriamo che non ne abbia per molto tempo".
I PUPILLI - Un anno in più d'esperienza per il Di Vaio dirigente, che sogna di fare il direttore sportivo e imparando da tre maestri: "Corvino era più lontano dai giocatori, nel lavoro di scouting si serviva molto delle segnalazioni prima di guardare lui i giocatori e decidere cosa fare. Bigon si è portato tre scout da Napoli adottando una metodologia diversa da quella di Pantaleo. Sabatini guarda molti video e si innamora proprio dei giocatori. A quel punto cerca di portarlo a casa a tutti i costi". Per esempio? "Dominguez. Quando l'ha visto è stato amore a prima vista". Il cuore di Marco invece batte per un altro giocatore: "Skov Olsen. Quando l'ho visto dal vivo, a quell'età, faceva cose incredibili. E' un grande talento, ha bisogno di tempo per adattarsi alla nostra realtà e ha davanti un giocatore come Orsolini. Per avere una crescita rapida gli è mancata anche la presenza dell'allenatore".

RICORDI DA GIOCATORE - Arriva un commento durante la diretta: "Ti aspettiamo a La Storta". A Di Vaio gli brillano gli occhi: "E' iniziato tutti da lì, poi a 10 anni sono andato alla Lazio dove sono cresciuto insieme ad Alessandro Nesta. Io e mio papà eravamo tifosi biancocelesti, la Lazio è stata il mio primo grande amore calcistico. Il debutto in prima squadra è stato il momento più bello della carriera, un'emozione speciale" E dall'altra parte della città Francesco Totti: "Quanti derby da bambini... Io, lui e Nesta eravamo sulla bocca di tutta Roma, noi abbiamo vinto un po' di più a livello di squadra e lui si vedeva che era di un'altra categoria". Tra i tanti bomber di oggi invece ce n'è uno che assomiglia a Marco: "Mi rivedo in Immobile, perché come me sa fare gol in modi diversi, attacca bene lo spazio e calcia in corsa con tutti e due i piedi. Forse lui è più potente". Il Bologna non vuole farsi sfuggire il dirigente Di Vaio: "Mi auguro di rinnovare, da parte di tutti c'è la volontà di portare avanti un progetto importante con giovani da valorizzare. Vogliamo avvicinare il Bologna alle zone alte, per noi e per i nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto". Ieri attaccante, oggi capo scouting con un futuro da ds: ma sempre con la fascia al braccio, da vero capitano.

@francGuerrieri