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C’è anche il Milan per l’Europa. O meglio, ci sarà anche il Milan se continuerà a giocare come ha fatto per un’ora a Bologna, non certo per la mezz’ora finale quando, sul 3-1, ha pensato di gestire il risultato non avendone le caratteristiche. E’ stato probabilmente il miglior Milan della stagione nel primo tempo, chiuso in vantaggio di un solo gol dopo averlo dominato nel gioco e senza subire un solo tiro: la rete del Bologna è stata in realtà un’autorete, segnata per giunta con la mano, di Theo Hernandez. In panchina era tornato Mihajlovic, giusto in tempo per imbufalirsi con la sua squadra, incapace di esprimere un solo concetto di calcio. Molle, remissivo, fragile in difesa, banale in mezzo al campo, spento in attacco, questo era il Bologna. Di fronte aveva una squadra opposta, in fiducia dopo la vittoria sul Parma, ispirata da Calhanoglu che si alternava con Bonaventura nella costruzione della parte finale dell’azione. Pressing alto, bel palleggio e finalmente un Piatek di livello, come ha dimostrato in occasione di tutt’e tre i gol milanisti.

RIECCO PIATEK - Il Milan ha segnato dopo un quarto d’ora e dopo una partenza con un buon ritmo. Si diceva della pressione sui difensori bolognesi: Calhanoglu ha strappato la palla a Tomiyasu sul versante sinistro dell’attacco rossonero, ha toccato per Piatek che ha vinto un contrasto con Poli a ridosso dell’area di rigore, è entrato dal lato corto bruciando Bani che lo ha tamponato. Piatek non aspettava altro, non ha nemmeno pensato a concludere, voleva solo il fallo. Dal dischetto, il polacco ha segnato il suo quarto gol stagionale, il terzo su rigore, ma in questo caso ha fatto tutto lui.

GOL-CAPOLAVORO CON 12 PASSAGGI - La squadra di Pioli si è impossessata del gioco e il Bologna ha solo assistito. I duelli diretti erano tutti rossoneri: Bennacer meglio di Dzemaili, Kessie meglio di Schouten (troppo fuori dal gioco, anzi, così fuori che resterà fuori anche dalla squadra dopo 45' per far entrare Svanberg), Bonaventura meglio di Poli. Ma erano soprattutto i due terzini, Conti (decisamente oltre Sansone) da una parte ed Hernandez (un passo in più di Skov Olsen) dall’altra, a determinare la supremazia del Milan. Il gol del 2-0 è arrivato in fondo a un’azione-capolavoro fatta di 12 passaggi ininterrotti e arricchita da colpi di tacco e dribbling. Vale la pena raccontarla per intero: è partita da Bennacer, è proseguita con rapidità e precisione con Kessie, Bonaventura, Calhanoglu, taglio verso il centro del turco, tacco di Bonaventura ancora per Calhanoglu, verso destra per Suso, ancora Kessie, largo a Conti, di nuovo a Suso, dribbling vicino all’area su Sansone, palla sul secondo palo, con velo di Piatek, dove Theo Hernandez ha fregato Skov Olsen e battuto Skorupski. Il Bologna non c’era. Ha costruito la sua prima azione d’attacco, nemmeno tanto pericolosa, solo al 27', ma senza arrivare al tiro. Per rimetterlo in pista ci voleva un episodio fortunato. Eccolo al 40': angolo di Sansone, deviazione con la mano di Hernandez nella sua porta.

IL VERO MILAN - Era facile immaginare la sfuriata di Mihajlovic nell’intervallo, era lecito pensare a una reazione immediata, magari anche solo rabbiosa, solo nervosa, del Bologna. Macché. E’ stato il Milan a uscire dagli spogliatoi con determinazione e una gran voglia di vincere questa partita. Dopo meno di un minuto, la squadra di Pioli è andata sul 3-1 con un sinistro micidiale di Bonaventura sul secondo palo, dopo un cross di Piatek respinto malissimo da Tomiyasu e soprattutto dopo un perfetto recupero-palla di Kessie e Bennacer su Sansone a metà campo. Se alla fine il terzino giapponese è stato protagonista negativo di due gol su tre, l’attacco polacco è stato protagonista positivo di tre gol su tre.

BOLOGNA D’ATTACCO - Dopo poco più di un’ora, con due gol da recuperare, Mihajlovic ha deciso di osare. Dentro Santander e fuori Dzemaili, squadra col 4-2-4: Skov Olsen, Palacio, Santander e Sansone da destra a sinistra, con Svanberg e Poli a reggere l’impalcatura. Il Milan ha rallentato, pensando scioccamente di poter gestire il vantaggio di due gol, mentre il Bologna adesso era più presente a se stesso, anche se le sue conclusioni non avevano mai la qualità necessaria, tranne che per l’occasione di Poli, con un tiro deviato in angolo da Donnarumma. A 20' dalla fine Pioli ha tolto Bennacer, già ammonito, per far entrare Biglia col compito di raffreddare la partita. L’argentino è entrato bene in partita, chiudendo i pochi varchi che si aprivano davanti alla sua difesa. L’ultimo tentativo di Mihajlovic è stato Orsolini al posto di Skov Olsen e Pioli gli ha risposto con Paquetà per Bonaventura: al Milan serviva qualcuno in grado di tenere palla, l’intenzione era giusta, il risultato pessimo perché il brasiliano è entrato malissimo.

FINALE INFUOCATO - Hernandez era stato fra i migliori in campo, ma nel finale un suo doppio errore nella stessa azione ha scatenato la reazione del Bologna. Primo errore: ha controllato male una palla in area restituendola a Orsolini. Secondo errore: è saltato addosso all’esterno bolognese e lo ha schiacciato in terra. Incredibilmente per Chiffi non era rigore, tant’è vero che Santander ha beccato il giallo per le giuste ma furenti proteste. Per fortuna dell’arbitro padovano il suo collega Guida l’ha richiamato al monitor e lì Chiffi si è corretto. Dal dischetto, Sansone ha battuto Donnarumma quando mancavano 10', recupero compreso, da giocare. Pioli ha tolto Calhanoglu per puntare sull’energia di Castillejo. Nel finale, in contropiede, il Milan ha sbagliato quattro gol con Castillejo (due), Hernandez e Piatek e in quest’ultima azione sono state decisive e clamorose le parate di Skorupski. Vittoria pienamente meritata del Milan, ma attenta riflessione sull’ultima mezz’ora. Sconfitta brutta per il Bologna: per un’ora non ha giocato, anzi, non ci ha nemmeno provato.






IL TABELLINO

Bologna-Milan: 2-3 (primo tempo 1-2)

 
Marcatori: 15’ p.t. rig. Piatek (M), 32’ p.t. Hernandez (M), 40’ p.t. Hernandez (M), 1’ s.t. Bonaventura (M), 39’ s.t. rig. Sansone (B).
 
Assist: 32’ p.t. Suso (M).
 
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Bani, Denswil; Dzemaili, Shouten (1’ s.t. Svanberg), Poli; Skov Olsen (33’ s.t. Orsolini), Dzemaili (19’ s.t. Santander), Sansone; Palacio. All. Mihajlovic.
 
Milan (4-3-3): Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Hernandez, Kessié; Bennacer (25’ s.t. Biglia), Bonaventura (34’ Paqueta), Suso; Piatek, Calhanouglu (40’ Castillejo). All. Pioli.
 
Arbitro: Chiffi di Padova.
 
Ammoniti: 13’ p.t. Bani (B), 21’ p.t. Bennacer (M), 29’ s.t. Tomiyasu (B), 36’ s.t. Santander (B), 38’ s.t. Romagnoli (M).