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Il Milan evita la sconfitta, ma la brutta figura rimane e soprattutto rimane la pericolosa frenata nella corsa verso il posto in Champions League. Colpa dei rossoneri che a San Siro non raccolgono i tre punti dal 7 febbraio quando stravinsero 4-0 contro il Crotone, ma anche merito della Sampdoria, in vantaggio con un gran gol di Quagliarella all’inizio del secondo tempo e raggiunta soltanto nel finale dall’ultimo arrivato Hauge. Per la verità, in pieno recupero, il Milan sfiora persino il successo quando Kessie colpisce il palo, ma sarebbe stata una punizione troppo severa per la squadra di Ranieri, che forse avrebbe potuto vincere se Adrien Silva, sull’1-0, non si fosse fatto stupidamente espellere per doppia ammonizione, lasciando la sua squadra in inferiorità numerica per oltre mezz’ora. Al di là del punteggio finale, infatti, rimane l’impressione della superiorità tecnica e caratteriale della Sampdoria, la cui unica colpa è stata quella di non aver saputo colpire e affondare il Milan nella prima parte della gara, approfittando in particolare delle lacune in fase conclusiva di Ibrahimovic e più in generale dei troppi errori dei suoi compagni, dal sempre sopravvalutato Calhanoglu, agli spaesati Saelemaekers e Castillejo fino alla rivelazione Tomori, per la prima volta in difficoltà.   

SAMP SORPRESA - Il primo tempo finisce senza reti, ma è un’ingiustizia perché la Sampdoria meriterebbe il vantaggio almeno in un paio di occasioni. E se non ci riesce la colpa è di Donnarumma, bravo all’inizio ad alzare un insidioso tiro-cross di Gabbiadini e strepitoso al 24’ quando vola per deviare il colpo di testa di Thorsby che riesce persino a precedere Tomori in elevazione. Per rendere l’idea della sorprendente partenza della Sampdoria ci sono i suoi tre calci d’angolo nei primi 6’, con una pressione che nasce dalla superiorità in mezzo al campo, perché nel 4-4-2 blucerchiato Candreva, Thorsby, Silva e Damsgaard sovrastano facilmente la ritrovata coppia Bennacer-Kessie, poco e male assistita da Castillejo e Krunic, i due esterni più avanzati che dovrebbero supportare Ibrahimovic insieme con il trequartista Calhanoglu.

MILAN SPENTO - Il piano tattico di Ranieri è perfetto perché il Milan rimane soffocato nella propria metà campo, soffrendo in particolare sulla fascia destra dove Saelemaekers, preferito a Kalulu e Dalot come sostituto di Calabria, va regolarmente in affanno quando Damsgaard accelera davanti a lui. Ma è tutto il Milan che dà l’impressione di essere spento, senza ritmo e senza idee, perché Krunic a sinistra si conferma fuori ruolo, mentre Calhanoglu giochicchia al piccolo trotto cercando passaggi facili e inutili cross. Come spesso accade, così, Ibrahimovic appare troppo isolato e nelle rare occasioni in cui riceve la palla si fa trovare in fuorigioco perché i quattro difensori blucerchiati Bereszynski, Tonelli, Colley e Augello sono bravissimi a scattare in avanti con perfetto tempismo. E allora non bisogna meravigliarsi se all’intervallo Audero, al contrario del suo collega Donnarumma, non ha ancora compiuto una parata, malgrado il risveglio finale, anche se velleitario, dei rossoneri.

GIOIELLO QUAGLIARELLA - Pioli capisce che così non va e all’inizio della ripresa presenta Kalulu al posto di Saelemaekers, tra l’altro già ammonito. La mossa è giusta, ma non basta per limitare i danni perché ci pensa Hernandez, secondo la incomprensibile moda corrente, a favorire il gol della Sampdoria con un folle e suicida passaggio laterale appena fuori dall’area di rigore. Quagliarella raccoglie il regalo pasquale e beffa l’incolpevole Donnarumma con un delizioso pallonetto da fuori area. E’ il 57’ ma il meritato 1-0 della Sampdoria viene messo subito in pericolo da un altro regalo, stavolta di Silva che essendo già ammonito commette un inutile fallo da ammonizione con conseguente espulsione.

ASSALTO FINALE - A questo punto il Milan ha 37’, compresi i 5’ di recupero, per pareggiare e vincere. E quindi fa bene Pioli a ritoccare la squadra, con gli inserimenti di Tonali e Rebic rispettivamente al posto di Bennacer, al rientro ma ancora fuori forma, e del deludente Krunic. Il cambio decisivo, però, arriva più tardi quando Hauge rileva Castillejo. Con il 4-4-2 in cui Rebic affianca Ibrahimovic sulla sinistra, tra Calhanoglu e Hauge, il Milan spinge sempre di più, ma lo fa più con i nervi che con il gioco. Alla distanza, comunque, l’insistenza dei rossoneri viene premiata dalla prodezza di Hauge, smarcato da Kessie, bravo a girare di destro il pallone del sofferto 1-1. Poco dopo in pieno recupero potrebbe anche arrivare il gol del sorpasso, quando Kessie colpisce il palo. Ma sarebbe stato un premio troppo generoso per questo brutto Milan.


 
IL TABELLINO

Milan-Sampdoria 1-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 12' st Quagliarella (Sam), 41' st Hauge (Mil)

Assist: 41' st Kessie (Mil)

MILAN: G. Donnarumma; Saelemaekers (dal 1' st Kalulu), Kjaer, Tomori, Hernandez; Bennacer (14' st Tonali), Kessie; Castillejo (dal 28' Hauge), Calhanoglu, Krunic (14' st Rebic); Ibrahimovic. A disp.: Tatarusanu, A. Donnarumma, Dalot, Kalulu, Gabbia, Tonali, Meite, Rebic, Hauge. All.: Pioli

SAMPDORIA: Audero; Bereszynski, Tonelli, Colley, Augello (dal 42' st Yoshida); Candreva (dal 42' st Verre), Thorsby, Silva, Damsgaard (dal 42' st Leris); Quagliarella (dal 38' st Keita), Gabbiadini (dal 16' st Askildsen). A disp.: Ravaglia, Letica, Ferrari, Regini, Leris, Verre, Jankto, Yoshida, Askildsen, Keita, Ramirez, La Gumina. All.: Ranieri


Ammoniti: 32' pt Colley (Sam), 39'pt Thorsby (Sam), 45' pt Saelemaekers (Mil), 46' pt Silva (Sam), 5' pt Bennacer (Mil), 27' st Candreva (Sam)

Espulsioni: 13' st Silva (Sam)