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Il nome di Xherdan Shaqiri torna di moda sul taccuino della Roma: i giallorossi ci avevano già provato a gennaio chiedendolo in prestito, ricevendo tuttavia un rifiuto sia da parte del giocatore che del Liverpool. Il classe ’91 era convinto di poter ancora dire la sua in quel di Anfield, riconquistando la fiducia di Jurgen Klopp che, a dirla tutta, lo ha escluso dai suoi piani tattici ampiamente prima della finestra di mercato invernale. Fino allo stop forzato dalla pandemia, ha giocato soltanto 10 volte, segnando nel derby di Premier con l’Everton dello scorso 4 dicembre. Ora il giocatore di origini kosovare è in uscita dai Reds e a prezzi ben inferiori rispetto ai circa 30 milioni di euro rimbalzati dall'Inghilterra.
 
TRA SPAGNA E RUSSIA – Nel frattempo, da gennaio ad oggi, altre due squadre hanno bussato alla porta del Liverpool per l’ex Inter: Siviglia e CSKA Mosca. I russi avrebbero sicuramente più disponibilità economica, gli spagnoli cercano un giocatore con le sue caratteristiche. La Roma dunque, oltre alla concorrenza, dovrà fare i conti con due grossi impedimenti: tra salario netto e sponsorizzazioni, lo svizzero arriva a guadagnare più di 6 milioni annui, cifre ritenute del tutto fuori budget dai giallorossi che, complice anche l’emergenza coronavirus, vogliono abbassare il tetto ingaggi. Inoltre, tra i motivi che hanno fatto crollare la trattativa durante la finestra invernale c’è anche la Champions League: il prodotto del settore giovanile del Basilea vuole essere sicuro di poterla giocare anche il prossimo anno, ma per la formazione di Fonseca il piazzamento tra le prime quattro in Serie A è tutt’altro che scontato. Per rendere possibile l’operazione, Shaqiri dovrebbe ridurre significativamente ridurre le proprie pretese, economiche e non.
@ferdinandogagl3