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Omerico Milan. La squadra di Pioli risorge al 120’ minuto con un rigore di Calhanoglu, porta il Rio Ave al dischetto e dopo ventiquattro tiri dagli undici metri riesce ad acciuffare la qualificazione ai gironi di Europa League, grazie alla deviazione di Donnarumma sul tiro di Aderllan Santos. 

Non è stata una partita ma un’Odissea. Quando Itaca sembrava raggiunta è arrivato il gol del pareggio dei portoghesi e poi, nel supplementare, il loro vantaggio dopo appena venti secondi, complice una sfortunata deviazione di Kessie, che ha chiuso il triangolo avviato da Gelson Dala. Dopo mezz’ora di frustranti tentativi, il fallo di mano di Borevkovic ha mandato Calhanoglu dagli undici metri, da dove non ha fallito. Quindi gli infiniti rigori, una delle serie - in realtà sono state due - più lunghe della storia del calcio. L’ha risolta Kjaer (due centri su due) e la parata di Donnarumma.

Ad un finale così palpitante ha fatto da contraltare una partita oggettivamente brutta. Un tiro in porta nel primo tempo (Carlos Manè parato agevolmente da Donnarumma) e molto possesso palla dei portoghesi (56 per cento). Male il Milan che ha sbagliato troppi palloni, molti li ha giocati lunghi per uno spaesato Daniel Maldini e verso la porta si è visto solo con conclusioni da lontano.

D’accordo il vento a favore e d’accordo la pioggia, ma sperare che la partita venisse sbloccata solo con un episodio fortuito è stato un errore logico prima che strategico.

Pioli aveva scelto Maldini al posto di Colombo e la mossa non l’ho esattamente capita visto che Maldini non è un centravanti di fisico, non tiene su i palloni e, soprattutto, predilige giocare con la faccia alla porta.
Per il resto nulla da eccepire anche se in sede di presentazione avevo manifestato la mia personale preferenza per Tonali anziché per Bennacer. Sbagliavo io perché Bennacer è stato tra i più positivi.

La partita, anonima per non dire insignificante nel primo tempo, si è accesa nella ripresa quando l’allenatore milanista ha sostituito Castillejo con Brahim Diaz che ha cominciato a giostrare tra le linee. Non è un caso che da un suo spunto, soffocato in calcio d’angolo, sia nato il vantaggio che ha illuso il Milan. Saelemaekers ha colpito di destro dal limite, bucando la porta difesa da Kieszek. 

Era il 51’ e il Milan sembrava tornato padrone del campo, della palla e del suo destino. Hernandez ha avuto l’occasione del 2-0, mentre Tarantini, con un colpo di testa da angolo, ha messo fuori di testa.

Tutto, dunque, sembrava sotto controllo, ma qualcosa è cambiato con le sostituzioni di Mario Silva, l’allenatore del Rio Ave. Dentro Geraldes per Diego Lopes, poi Jambor per Tarantini, infine Gelson per Bruno Moreira. 

Ho visto troppo calcio per credere che esistesse un disegno tattico preordinato, ma non abbastanza per non sorprendermi di come a volte il caso finisca dove comincia il destino. Mentre il Milan accarezzava il raddoppio con una punizione deviata di Calhanoglu, il Rio Ave non rinunciava a giocare costruendo dal basso. Un’iniziativa del portiere Kieszek affettava la linea di pressing del Milan, la palla era giocata per Carlos Mané che puntava Calabria quasi senza opposizione, palla a Piazon che metteva al centro dove Geraldes, proprio il nuovo entrato, esplodeva un tiro che fulminava Donnarumma

A meno di venti minuti dalla fine, e con il primo tiro vero in porta, il Rio Ave trovava il pari e rovesciava una situazione che sembrava cristallizzata. Il tempo di veder deviato un tiro a botta sicura di Calhanoglu e all’86’ - a completare l’opera dell’allenatore Mario Silva - Gelson Dala prendeva il posto di Moreira. 

Era proprio il nuovo entrato a colpire a venti secondi dall’inizio del supplementare e ad indirizzare la partita. Pioli, un po’ in confusione, ha tolto Saelemaekers per Colombo e poi Kessie per Tonali. Leao, invece, era entrato al 67’ per Maldini. Ora anche l’allenatore italiano ha avuto una mano dalla sorte. In particolare quella di Borevkovic che, su un colpo di testa di Colombo (perché non subito? Perché non prima?) ha regalato una ciambella di salvataggio quando ormai anche l’ultimo secondo del recupero stava per scadere.

Da lì è partita l’altalena di emozioni dal dischetto spezzata solo da Donnarumma. Il Milan è salvo. E, soprattutto, torna in Europa