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Può risultare estremamente limitativo e quasi insultante appiattire la discussione sullo strapotere tecnico e atletico di Kylian Mbappé su un semplice confronto stilistico con l'altra giovanissima nuova stella del firmamento mondiale, Erling Haaland. Il più classico dei Messi vs Cristiano Ronaldo 2.0, tanto per intenderci. Qui si tratta di celebrare la grandezza di un calciatore che, a soli 22 anni, sta riscrivendo il libro dei record e ha intrapreso un percorso che lo può portare al livello dei più grandi di sempre. Talmente forte da generare dibattiti al limite del surreale, come quelli che hanno messo anche recentemente in discussione il fenomeno parigino in Francia per alcune prestazioni non all'altezza in campionato e soprattutto con la maglia dei Bleus. Spingendolo a minacciare un addio visto come una prospettiva tutt'altro che irrealizzabile dal mancato accordo col PSG per rinnovare un contratto in scadenza tra poco più di un anno, rassicurazioni di Leonardo a parte.

RECORD SU RECORD - Una doppietta sul campo del Bayern Monaco dopo essersi preso la scena al Camp Nou di Barcellona, al cospetto della Pulce con tre gioielli: i numeri di Mbappé iniziano ad assumere proporzioni clamorose, che ci portano a chiederci quali vette potrà toccare un giocatore baciato dal talento che è solo dei predestinati e cresciuto in un'epoca storica contraddistinta principalmente dall'abbattimento continuo di record e barriere. 43 partite disputate, 27 gol e 15 assist in Champions League, a 22 anni, a sole due reti dal terzo posto assoluto tra i migliori marcatori francesi di sempre nella competizione (qualificazioni escluse), detenute da David Trezeguet. A questi ritmi, i 51 di Thierry Henry - sorpassato ieri per numero di gol nella fase a eliminazione diretta - e persino i 69, ancora migliorabili, del primatista Benzema sono ampiamente alla portata. Statistiche che già di loro ci dicono molto, se non tutto, del fenomeno di fronte al quale ci troviamo di fronte, al quale manca soltanto un grande traguardo di squadra per chiudere un cerchio della sua prima vita da calciatore. La conquista di quella Champions League che può rappresentare uno spartiacque tra oggi e il suo futuro professionale. 
LA FRANCIA NON E' ABBASTANZA - A 22 anni, ha già vinto tutto quello che poteva sul suolo francese, mentre a livello internazionale ha già conquistato il titolo più ambito da tutti, il Mondiale, e da assoluto protagonista a sorpresa. La coppa dalle grande orecchie, sfiorata nella scorsa anomala stagione, rimane l'obiettivo più importante anche di quella in corso e, dopo il blitz di Monaco di Baviera nella casa dei campioni in carica, possono aprirsi scenari molto interessanti. Essere uno degli emblemi della prima storica volta per il club parigino concluderebbe in maniera naturale un percorso, spingendolo magari a cercare nuove sfide altrove. Così come mancare ancora una volta l'inseguimento alla più importante competizione europea per club potrebbe essere l'assist da cogliere per provare a consacrarsi ai livelli più alti altrove. Magari nella Madrid del mito Zidane o in cui si sono imposti due fuoriclasse come il Fenomeno Ronaldo o più recentemente Cristiano, idoli di gioventù coi quali Mbappé è cresciuto, con l'obiettivo di elevarsi alla loro altezza. E per raggiungerli può essere arrivato il momento di esprimersi in un'altra piazza, su un altro palcoscenico, perché la Francia che non sembra apprezzarlo appieno non basta più e inizia ad essergli un po' stretta. Per segnare un'era, al di là dei numeri incredibili e di paragoni inutili per sottolinearne a dovere la grandezza.