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Antonioli, Zebina, Cafu, Samuel, Zago, Candela, Tommasi, Emerson, Totti, Batistuta, Montella.
Sono passati più di nove anni ma i tifosi della Roma ricordano ancora a memoria quella formazione, la recitano come una nenia, con la stessa devozione di una preghiera.

Antonio Carlos Zago alias Terminator formava insieme a Samuel l'impenetrabile coppia centrale della Roma tricolore allenata da Fabio Capello. I tifosi della Magica lo ricordano ancora con tanto affetto.

Zago arriva a Roma nel 1998 voluto da Zeman alla non più tenera età di 29 anni, reduce da un incidente stradale piuttosto serio. In precedenza aveva giocato nel San Paolo, nell'Albacete in Spagna, nel Palmeiras e in Giappone. Non certo un ragazzino sprovveduto. In giallorosso Zago resta cinque anni e riconquista anche la Nazionale. Nel 2002 lascia Roma e finisce al Besiktas, prima di tornare in Brasile al Santos e alla Juventude. Oggi il brasiliano è diventato allenatore. Ha guidato prima Sao Caetano, poi Palmeiras e infine il Gremio Prudente.

Una vita dura quella del brasiliano, fatta di cadute ma anche di gloriose risalite. Come quando nel '99 in un derby sputò in faccia al laziale Simeone o quando nel 2001, l'anno dello scudetto, fu aggredito in strada in presenza della sua famiglia da un gruppo di ultrà laziali. Tra i momenti più difficili della sua carriera la squalifica nel 2006 per quattro mesi per un gesto interpretato come razzista rivolto verso un avversario del Gremio, ai tempi della Juventude. Nel 2009 un'altra 'macchia' nel suo curriculum, questa volta da dirigente: Zago, allora dt del Corinthians, viene licenziato per colpa di Ronaldo. Secondo indiscrezioni, l'ex giallorosso non solo aveva dato il permesso al Fenomeno di lasciare il ritiro della squadra ma lo aveva anche accompagnato in giro per locali notturni, dopo averlo invitato a cena a casa sua.
 

Ma la battaglia più difficile Terminator l'ha giocato e speriamo forse vinta definitivamente quest'anno. Lo scorso aprile mentre si sottoponeva ad alcuni esami di routine gli è stato diagnosticato un cancro alla tiroide. Dopo la rimozione chirurgica del nodulo ed alcune sedute di radioterapia il peggio sembra ormai alle spalle. "La cosa più brutta è la sensazione di impotenza. Anche se è un cancro più facile da curare, è pur sempre un cancro e già la parola fa paura", ha dichiarato in una recente intervista. Dopo la malattia ha un po' messo da parte il calcio. "Il calcio mi ha rubato molto tempo. Qualche volta ho anche trascurato la mia famiglia e mia madre dopo la morte di mio padre (il papà di Zago è morto a 53 anni per un male incurabile nel 2001 n.d.r). Ora sono tornato con i piedi per terra e ho capito che non si vive solo di calcio". Chi vive di pallone però può farne a meno solo per un breve periodo. “Spero di trovare una squadra da guidare nel 2011”, si è augurato.  In bocca al lupo Terminator.