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588. Sono i giorni che separano l’ultima trasferta Champions dei bergamaschi da quella di oggi. Allora un volo diretto a Charviv fu dirottato a Kiev a causa della nebbia (per Shakhtar-Atalanta, 0-3 e passaggio del turno per la Dea), la stessa che di lì a poco avvolse la bergamasca per lunghi mesi, costringendo gli atalantini a sentire la musichetta dalle mille palpitazioni seduti sul divano di casa.

BERGAMO IN FIBRILLAZIONE- Ma questa sera no, in 266 sono atterrati all’aeroporto di Valencia per tornare a respirare la stessa aria della squadra di Gasperini. Respirare è un parolone, perché a Vila-real l’umidità te lo impedisce. Ma l’importante è esserci, come per Pietro Rotini e papà Gianfranco, che avrebbero dovuto approdare in terra spagnola anche il 10 marzo 2020, per la gara col Valencia. Come per Tarcisio Rossi, che ha lasciato appeso al negozio della sua macelleria il cartello ‘Torno subito’, ma non rientrerà fino a domattina.
IL CLIMA FUORI DALLO STADIO - Nella piccola cittadina industriale a 20’ da Sagunto e a 40’ da Valencia, si vive per il Villarreal e la ceramica, tantissime sono infatti le industrie che sponsorizzano il famoso stadio giallo, chiamato proprio Estadio de la Ceramica. Un sottomarino giallo acceso che si erge tra case e negozi, come una navicella spaziale che negli ultimi anni ha portato in altissimo i suoi 11 fruitori. Bergamo è in fibrillazione, chi è rimasto in città guarderà la partita in ristoranti e pub con gli amici: “Serve una svolta, dopo le gare casalinghe di Bologna e Fiorentina, stasera bisogna vincere per voltare pagina!”, il pensiero comune. Ma anche a Vila-real hanno lo stesso sogno, vincere, dopo l’Europa League, anche il girone di Champions: “Ma l’Atalanta è tosta, sarà davvero dura, era una delle squadre che temevamo di più dai bussolotti”. Ari Maenpaa, presidente de Villarreal Cf Fan Club Finland è arrivato apposta dal Paese nordico, per la precisione da Kotca, per spronare gli spagnoli dal vivo. Prima, mangia una paella a El Ceramista, il ristorante che affaccia direttamente sull’erba dello stadio: “E’ bellissimo, le gradinate calano a picco sui giocatori”, pregusta già dal suo tavolino con gli occhi che brillano. Intanto suona la campanella e i ragazzi con lo zaino in spalla passano sotto lo stadio: è una massa gialla, la maglia del Villarreal è diventata la divisa scolastica del secondo giorno di scuola.