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Antonio Giraudo non si arrende e, anzi, porta a casa una parziale vittoria nella sua battaglia personale in merito al processo di Calciopoli. Come riferisce Il Corriere della Sera, l'ex amministratore delegato della Juventus - braccio destro di Luciano Moggi - avrà l'opportunità di difendersi presso la Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha ritenuto ricevibile il ricorso presentato dai legali Amedeo Rosboch e da Jean-Louis Dupont, avvocato della storica "sentenza Bosman".

CRESCE LA FIDUCIA - La difesa di Giraudo è stata costruita su due capisaldi: ci fu una macroscopica violazione dei diritti della difesa - in merito ai soli 7 giorni concessi per leggere le oltre 7.000 pagine di atti prodotti nel corso del processo sportivo - ed esistono forti dubbi sulla ragionevole durata del processo, trascinatosi per 13 anni, secondo quanto ribadiscono Rosboch e Dupont. A infondere fiducia a Giraudo è inoltre il fatto che, storicamente, il 90% dei ricorsi presentati venisse bocciato. Dopo l'annullamento, in sede penale, della condanna ad un anno e 8 mesi decretata dala Cassazione per prescrizione, Giraudo e i suoi legali iniziano a sperare in un clamoroso ribalton sul piano sportivo. L'iter richiederà alcuni mesi e ora prevede che lo Stato italiano produca dei documenti a sostegno della propria tesi e soltanto dopo inizierà la discussione del caso.