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Juve, c'è qualcosa che non va. La prima sconfitta stagionale o il secondo posto in classifica, rappresentano solo una punta dell'iceberg, una punta nemmeno troppo affilata perché non è adesso che si fanno i conti. Ma c'è qualcosa che non va, perché non è ancora la Juve di Maurizio Sarri, dopo quattro mesi inizia a sorgere il dubbio se possa esserlo mai. Un dubbio legittimo, che non ha niente a che fare con il tema del “Sarri-ball”: anzi, in fase di proposizione del gioco, il cambiamento è tangibile ben oltre l'antico discorso legato allo spettacolo. La Juve gioca a due tocchi, spesso di prima, tiene palla, con pazienza, aspettando il varco giusto con dei ritmi che salgono e scendono a seconda del momento e della benzina in corpo. I dubbi riguardo al fatto che questa possa essere davvero una Juve di Sarri, si rafforzano nel giudicare il lavoro senza palla. E le dinamiche nei rapporti tra il tecnico bianconero e la squadra, forse anche con la società.

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