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Era stato chiaro Carlo Ancelotti nella conferenza stampa che ha anticipato la Supercoppa di Germania tra il suo Bayern Monaco e il Borussia Dortmund: "Le amichevoli non contano, domani è una finale e di solito le finali le vinciamo noi". Ancora una volta ha mantenuto la parola e ha messo in bacheca il 20° titolo della sua carriera, il 16° ottenuto in finale

LE CRITICHE - Le ultime settimane sono state sicuramente tra le più dure per l'allenatore italiano. Brutte prestazioni in amichevole, sconfitte anche rumorose (4-0 dal Milan, 2-0 dall'Inter), pochi gol fatti e tantissimi subiti. Ancelotti, come sempre, non ha perso la calma, conscio che le cose non possono andare troppo bene se mancano Neuer, Robben, Alcantara e si è perso Lahm e Xabi Alonso. Problemi ai quali ha risposto alla grande, come ormai è abituato a fare: vincendo. La fortuna, questa sera, ha deciso di battere sulla spalla del suo Bayern Monaco, dato che il pareggio contro il Dortmund è arrivato a due minuti dalla fine, dopo una mischia clamorosa che ha causato l'autogol di Piszczek. Ai rigori Ullreich gli ha fatto il regalo, parando due rigori e segnando la vittoria. 
PREFERISCO LA COPPA - Ancelotti, sulla sua predilizione verso le coppe ci ha scritto un libro, ironizzando anche sul suo amore per il buon cibo. Una carriera piena di momenti chiave, che hanno però sempre dato ragione ad Ancelotti. I campionati in bacheca non mancano (Serie A, Ligue 1, Bundesliga e Premier League) ma sono state le finali a dare un lustro tutto unico alla carriera di Ancelotti: su 18 disputate, sono 16 i successi, con l'unico neo della Coppa Intercontinentale persa nel 2003 ai rigori contro il Boca Juniors e quella di Istanbul del 2005. Tre Champions League (2 col Milan e una con il Real Madrid), altrettante Supercoppe Uefa. Ancelotti ha alzato tutte le coppe e supercoppe nazionali dei paesi dove è stato, dall'Italia alla Germania, passando per Inghilterra e Francia. Quando il gioco conta davvero, i duri iniziano a giocare. Forse il faccione di Ancelotti non è il primo che viene in mente quando si pensa al coraggio, ma la sostanza non cambia: quando c'è Ancelotti in finale, vince sempre lui.