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È un saluto da gran signore, in pieno ossequio a quello stile da sempre dimostrato nel corso della sua carriera, quello che Cesare Prandelli ha riservato questo pomeriggio al Genoa nell'apposita conferenza stampa convocata presso il centro sportivo di Pegli: "Innanzitutto voglio precisare che io sono una persona che non ama molto parlare - ha dichiarato l'ormai ex allenatore rossoblù - Ma in questo contesto ritengo fosse doveroso farlo. Senza polemiche. Lo faccio perché voglio ringraziare chi ha collaborato con me e tutte le persone serie e capaci che ho trovato in società. Lascio non senza rimpianti perché Ero davvero convinto di poter costruire qualcosa di importante".

Oltre alla società Prandelli ha speso parole di particolare stima anche nei confronti della tifoseria genoana: "Questa piazza ha una potenzialità straordinaria. Purtroppo il calcio moderno sta allontano i tifosi e questo è un errore. Le grandi forze devono essere unite: in certi momenti abbiamo avuto la percezione di essere un po’ da soli, in altre gare la risposta è stata straordinaria".

L'ex commissario tecnico ha poi parlato del proprio futuro: "Ad essere sinceri finora non ho ancora pensato a nulla. Ora voglio soltanto ritrovare serenità e vedere il calcio in maniera più distaccata. In fondo è solo un gioco. Le cose serie sono altre.”

Un breve commento, infine, anche sulla partenza a gennaio di Kris Piatek: “È chiaro che dal punto di vista tecnico non l’avrei mai fatto partire. Ma per Perinetti e per il presidente in quel momento era diverso. Ai tempi speravo di sostituirlo con un giocatore che conoscesse già il campionato. Sono stato un’aziendalista dal primo all’ultimo momento. Il mio unico rimpianto è quello di non aver avuto la possibilità di iniziare la stagione.”