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    Genoa, Schone non serve più. Ma l'addio è difficile

    Genoa, Schone non serve più. Ma l'addio è difficile

    • Marco Tripodi
    I 90 minuti più recupero trascorsi in panchina contro il Crotone, uniti allo sbarco a Pegli di Milan Badelj, sembrano un indizio inequivocabile. Di spazio al Genoa per Lasse Schone ce n'è sempre di meno. Colui che poco più di un anno fa venne accolto all'ombra della Lanterna come uno dei più grandi colpi di mercato dell'intera Serie A, dopo una stagione con più ombre che luci ora appare quasi un peso per la formazione più vecchia d'Italia. Colpa di un rendimento al di sotto delle aspettative ma anche di un ingaggio da quasi 3 milioni lordi all'anno che rappresenta il più alto dell'organico genoano.

    IPOTESI - Inevitabile dunque pensare che da qui alle prossime due settimane il regista danese possa cambiare aria. Ipotesi facile da immaginare, molto meno da realizzare. Se si esclude un possibile interesse da parte del Torino, nel caso in cui il club di Urbano Cairo non riuscisse ad assicurarsi Lucas Torreira, il fascino di Schone non sembra più quello di un anno e mezzo fa, quando a forza di giocate straordinarie trascinava l'Ajax dei ragazzini alla conquista dell'Europa.

    SCELTA - Ipotizzare una cessione immediata per l'attuale numero 20 rossoblù non è quindi per nulla semplice. Anche perché, malgrado in campo le cose non vadano come sperato, fuori da esso Schone sembra essersi ambientato perfettamente. La possibilità di lasciare la Liguria non pare quindi una priorità per il 34enne di Glostrup. Anzi, se dipendesse da lui chiuderebbe qui la sua carriera. A costo di giocare sempre meno.

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