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In principio fu Michael Lee. Miliardario cinese, o presunto tale, presentato al popolo del Genoa sul campo del Sassuolo in un caldo pomeriggio di fine campionato. Era il 31 maggio 2015 e la sua apparizione accanto ad Enrico Preziosi aveva lasciato intendere come il futuro del club più antico d'Italia fosse destinato ad intraprendere la via dell' Oriente. Ma fu solo un'illusione, effimera come una rete che interrompe la goleada avversaria. Veloce come si era materializzato, Lee sparì definitivamente dai radar, non dando più alcuna traccia di sé. Almeno a queste latitudini. A sostituirlo ci pensò Giovanni Calabrò, imprenditore reggino che per un intero semestre flirtò con il Joker senza però consumare un matrimonio che tutti davano per certo.

ALTRO GIRO - Quindi fu il turno di Gallazzi e Anselmi che con la loro premiata ditta Sri Group provarono la scalata al trono del Grifone. Se ci fu realmente un momento in cui l'era Preziosi fu vicina al tramonto fu senza dubbio quello. Ma alla fine, nonostante una trattativa protrattasi per mesi, a cavallo di due campionati, anche in questo caso il tutto si risolse in una bolla di sapone. Successivamente si susseguirono altre voci. Molte ipotetiche, poche concrete. Imprenditori arabi, inglesi, americani. Tutti sembravano interessati al club rossoblù ma l'unica bandiera che sventolarono fu quella bianca della resa. Insomma cambiarono gli interpreti ma il copione e soprattutto il finale della commedia rimasero sempre i medesimi.
LUNGA LISTA - Nel frattempo la rappresentazione è giunta all'ennesima replica e la sua trama, per quanto scontata e ripetitiva, non sembra essere ancora passata di moda dalle parti di Pegli. Gli ultimi due protagonisti della saga preziosiana sono stati il marocchino Boulgoute e gli italo-britannici Manfredi e Radrizzani. Soggetti che in tempi identici hanno allungato la già chilometrica lista dei mancati acquirenti del Grifone. Come ogni saga che si rispetti però il finale resta perennemente in sospeso, con un nuovo episodio che già si profila all'orizzonte. Questa volta il ruolo del fascinoso spasimante sembra poter essere ricoperto da Andrea Bruzzone, che con la sua Made in Italy Investimenti promette sogni dorati ai tifosi rossoblù. Un nuovo capitolo di un romanzo che non sembra conoscere termine sta dunque per iniziare. Il sospetto che la recita segua la falsariga di quelle precedenti è tuttavia molto alto. L'impressione che assisteremo ad un film di cui si intuisce l'epilogo prima ancora di sedersi in poltrona è inevitabile. Come un cinepanettone che pur rinnovandosi negli interpreti resta fedele a se stesso, faticando a convincere anche i suoi sostenitori più incalliti.