La Gazzetta dello Sport svela i metodi di lavoro e prevenzioni degli infortuni dello staff medico del Napoli :"Dal primo giorno di ritiro in Trentino, ogni giocatore è stato dotato di una pettorina collegata al gps, che in tempo reale controlla ogni movimento dei singoli atleti, mandando dati elaborati in tempo reale da un software. La valutazione di questi dati consente di programmare e personalizzare i carichi di lavoro per far sì che la squadra mantenga complessivamente livelli più che buoni di competitività. Antonio Giordano – patologo e oncologo di fama internazionale, direttore dello Sbarro Institute di Philadelfia – è anche il coordinatore scientifico del Napoli e da quasi un anno sta portando avanti uno studio del Dna degli atleti, che presto sarà presentato: «Attraverso queste ricerche riusciremo a prevedere con la precisione di circa il 70 per cento la suscettibilità di ogni giocatore ad affaticamento e infortuni
"A dimostrazione di un lavoro in profondità che dà frutti positivi, ecco il report trimestrale della Uefa che analizza i dati sugli infortuni di questo primo trimestre, con parametri oggettivi 18 club europei (fra cui Juve, Roma, i 2 Manchester, Barça e Bayern) che hanno aderito al programma. Ebbene nella tabella sugli infortuni in gara, con un tasso medio di 17,5 per ogni mille ore di gioco, il Napoli vanta il secondo livello più basso con 4,0. Molto basso anche il tasso di infortuni muscolari, che è dello 0,5 a fronte di una media di 2,2".