Tasto pausa. Sì, pausa. Perchè dopo 49 maledettissimi giorni, la Roma è tornata a vincere. Lo ha fatto segnando dopo appena 44 secondi, rompendo la Maledizione degli Attaccanti di Monchi, quelli che avevano il compito di non far rimpiangere Salah, e cioè Schick, Defrel, Under. L'ordine dei tre non è alfabetico, né casuale, ma costruito su quanto ci si aspettasse il primo gol romanista da Schick e Defrel innanzitutto eppoi semmai, sì, dal Piccolo Under, una somiglianza impressionante con un giovane Carlo Delle Piane - il “Cicalone” amico di Alberto Sordi nel film “Un Americano a Roma” – e finalmente incastonato nelle idee di calcio di Di Francesco. Niente di trascendentale eh, ma si vede come per il 'little turco' la discesa sia iniziata. E non è sfuggita quell'azione di Defrel nel finale che ruba palla e manda in porta Strootman (ahi ahi), che sa tanto di nuovo inizio anche per l'ex Sassuolo.

Sì, un Nuovo Inizio per la Roma. E' ciò che spera il mondo romanista dopo un mese e mezzo brutto più brutto non si può. Ieri però, l'impressione è stata netta. La Roma è sembrata finalmente libera di pensare al gioco del calcio dopo le turbolenze – e che turbolenze – di mercato. Dopo le parole di Pallotta, che ormai a Roma sono vissute come le buche nell'asfalto della città e i risultati pessimi che hanno portato Di Francesco fuori dalla zona Champions.

A proposito del tecnico, sarà il caso di fare pit stop sul cambio di modulo deciso da Di Francesco. Con elegante pudore, ha ricordato davanti ai microfoni come questa sia “una soluzione”, una delle tante, senza dimenticare “il 4-3-3 che nella prima parte della stagione ci ha dato molto”.

E chi se lo dimentica? Dopo 49 giorni da imbianchini (si dice quando si va in bianco da queste parti...) con il 4-3-3 però, si torna a vincere con Nainggolan dietro a Dzeko, due ali e due centrocampisti davanti alla difesa. Il 4-2-3-1 insomma. Sarà il futuro? Funzionerà ancora? Secondo noi siamo sull'orlo di una svolta epocale. DiFra ha fatto la mossa giusta al momento giusto per rivitalizzare i suoi, portandola a casa anche in dieci per la (sciocca) espulsione di Pellegrini. Ora, per il tecnico romanista, si tratta di scegliere la via definitiva in grado di rilanciare la Roma. A parole, una cosa da poco. Solo a parole, perchè mettere in discussione certezze costruite negli anni non è mai semplice, anche se si tratta “solo” di tattica.

Nel frattempo, tasto pausa. Si' pausa. Che si goda questa vittoria la Roma, pur non contro uno squadrone. Perchè se è vero che nel calcio l'aspetto mentale è l'ingrediente decisivo, è altrettanto vero come non esista miglior carburante psicologico di una sana, sofferta, meritata vittoria.