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Lukaku come Ronaldo. O, in alternativa, come Ibra. Paragoni scomodi e pesanti, ma il successo dell'Inter a Bologna - tanto sofferto quanto importante - ha regalato a Conte l'ennesima conferma: Romelu è l'attaccante giusto per i nerazzurri. Bomber letale e spietato, centravanti in grado di far salire la squadra e di non perdere i palloni. Un vero e proprio punto di riferimento al centro dell'attacco interista, e i numeri non fanno altro che rimarchiare l'ottimo impatto avuto dall'ex Manchester United in Italia. Il conteggio dei gol recita ora 9 reti in 11 giornate di campionato: erano vent'anni che dalle parti della Milano nerazzurra nessuno collezionava statistiche simili. L'ultimo a riuscirci fu Ronaldo il Fenomeno, che realizzò la prima rete italiana proprio al Dall'Ara. 

DECISIVO - I dati, però, non si fermano qui: 7 dei 9 gol, infatti, sono stati segnati in traferta (con un doveroso asterisco per il derby giocato formalmente in traferta). Altrettanti, inoltre, sono i gol decisivi, per un totale di 11 punti su 28 portati direttamente da Lukaku. Un fenomeno sempre più garanzia: uomo di poche parole e obiettivi concreti. "Devo lavorare tutti i giorni, ho 26 anni e devo crescere come il resto della squadra. La pressione alla Juve? Non sono concentrato sulla Juventus, penso solo all'Inter" ha dichiarato a fine gara. Parole e musica, che fanno eco ad un'esultanza - quella dopo il rigore decisivo - che ha molto ricordato Ibrahimovic. Paragoni che come spesso accade si sprecano, ma una cosa è certa e le statistiche lo confermano: Lukaku ha ingranato, la sua corsa non sembra volersi arrestare. E martedì c'è il Dortmund, occasione perfetta per il primo sigillo in Champions League.