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Andare in Svezia di questi tempi non è facile. Per le limitazioni da Covid-19 sui viaggi, per il grande freddo che, con dicembre alle porte, la fa da padrone. Eppure ne vale comunque la pena. Perché in Svezia, a ​Norrkoping, cittadina a circa due ore di macchina da Stoccolma, gioca un ragazzo molto interessante, per il quale negli ultimi mesi si sono mossi scout dei principali club europei, Juventus compresa. ​Ragazzo solo per la carta d’identità, che recita 23 marzo 2003 come anno di nascita, perché, a vederlo, Isak Bergmann Johannesson sembra avere qualche anno in più. Per la personalità che ci mette in campo, da giocatore che conosce il fatto suo. A parlare sono i numeri, 3 gol e 9 assist in 26 partite di campionato con il Norrkoping, che sta provando a portare in Europa League. Centrocampista centrale di piede sinistro, in grado di giocare da esterno d’attacco, (da piccolo ha fatto anche il terzino sinistro di spinta), Johannesson si è fatto un nome con le nazionali giovanili islandese, soprattutto con la selezionale Under 17, con la quale ha segnato 10 gol in 13 partite. Nonostante abbia solo 17 anni ha già vestito le maglie dell’Under 19 e Under 21 e in patria giurano che il grande salto nella nazionale maggiore  possa arrivare il prossimo marzo.

MANCHESTER MON AMOUR - ​Nato in Inghilterra a Sutton Coldfield, a cinque miglia di distanza dal Villa Park, Isak Bergmann Johannesson  è figlio di Jóhannes Karl "Joey" Gudjonsson, ex centrocampista di Aston Villa, Wolverhampton e Leicester, e nipote di  Gudjon Thordarson, ex allenatore tra l’altro di Islanda, Stoke City e Notts County. Dopo due breve parentesi nelle academy di Manchester City e Bolton Wanderers è tornato in patria con la famiglia, crescendo nell’IA Akranes e facendo il suo esordio in seconda divisone islandese a 15 anni, con il papà in panchina. Prima di scegliere il Norrkoping ha detto no a FC Copenaghen e Ajax, che in queste settimane sono tornare alla carica. Con loro anche Borussia Moenchengladbach, Juventus e Manchester United, per sua stessa ammissione il club dei suoi sogni: “Ho vissuto per un breve periodo a Manchester, sono cresciuto guardando le imprese dello United, è il club nel quale un giorno mi piacerebbe giocare” ha confessato in un’intervista ad Aftonbladet.
DE BRUYNE - Il suo futuro per ora è un grosso punto di domanda. A 17 anni vuole crescere, non ha nessuna intenzione di affrettare i tempi. Ora conta solo il campo e i traguardi nel breve periodo. Con ogni probabilità a gennaio lascerà il Norrkoping, ma non intende farlo per soldi. Chi lo vuole deve garantirgli un percorso e soprattutto la possibilità di giocare con continuità, fondamentale per un ragazzo di 17 anni. Per provare a diventare grande come il suo idolo de Bruyne ha bisogno di fiducia. La Juve è avvisata.