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Il centrocampo della Juventus è la principale causa di insonnia dei tifosi bianconeri. L’errore di Arthur contro il Benevento (probabilmente il suo primo pallone perso da inizio anno) ha riaperto la ferita del do Dragao. Ed ecco il triste bilancio: Ramsey e Rabiot non hanno dato quello che ci si aspettava, Bentancur per alcuni non è un regista, per altri non è una mezzala, il brasiliano ex Barcellona viene stoltamente deriso per il suo stile di gioco corto (solo in Italia si dicono certe cose...), insomma l’unica nota positiva sembra essere il texano McKennie (peraltro in calo da un po’ di tempo), mentre in Europa si continuano ad ammirare le giocate sublimi dei vari Modric, Thiago Alcantara, Kimmich, De Bruyne... Il gap da colmare dunque è lì, siamo tutti d’accordo su questa cosa: serve più qualità. E qualità fa rima con Pogba nella testa degli juventini, che sognano (quando riescono a dormire) il ritorno del francese. Ma Pogba forse non basterebbe per risolvere tutti i problemi. Questa è una Juventus che ha bisogno anche di un regista che sappia interpretare con personalità e attenzione le due fasi. Così, da un anno a questa parte si fa il nome di Locatelli, un profilo graditissimo a Pirlo. Ma potrebbero coesistere Locatelli e Pogba nella Juve del futuro? E in quale formula? Lasciamoci suggestionare tatticamente.           

LA MOSSA DI SOLSKJAER - L’ultima apparizione di Pogba in Italia è avvenuta nel secondo tempo di Milan-Manchester United. Molti si saranno stupiti nel vederlo giocare in questa strana posizione all’interno del 4-2-3-1 degli inglesi.

Eppure Solskjaer con questa mossa ha vinto la partita assicurandosi il passaggio ai quarti proprio grazie a una rete di Pogba. E non era la prima volta in stagione che il tecnico norvegese schierava il suo fuoriclasse da esterno di centrocampo. Pogba d’altra parte soltanto nella fase difensiva rispettava rigidamente questo ruolo. Quando il Manchester aveva la palla infatti era libero di entrare dentro al campo a piacimento, comportandosi di fatto come una vera e propria mezzala offensiva. Lo abbiamo visto fare moltissime volte anche a Ramsey nella prima Juve di Pirlo, col terzino di catena che saliva (Alex Sandro come Shaw, qui sotto).

Insomma, Pogba contro il Milan un po’ faceva la mezzala-trequartista scambiandosi con B. Fernandes, un po’ faceva proprio l’esterno, come nell’azione seguente. Dov’è finito Pogba?


Ora il centrocampo a due di Solskjaer composto da Fred e McTominay è piuttosto evidente (sottolineato in blu). Bruno Fernandes va incontro a Maguire, riceve, si gira e lancia in fascia Pogba. Il francese praticamente ricopriva tre ruoli (esterno-mezzala-trequarti). 


Questo impiego di Pogba nella Juventus, magari con lo stesso Locatelli nel doble pivote non sarebbe inverosimile, anzi, forse è persino il più probabile. Occorre tuttavia ricordare che detto impiego toglierebbe spazio sulla sinistra a un giocatore in ascesa come Chiesa, dal momento che l’altra fascia (la fascia destra) è ‘proprietà’ di Cuadrado.     

LOCATELLI CON MANCINI - Locatelli in Nazionale viene schierato da Mancini come vertice basso del 4-3-3. L’Italia costruisce a tre e alza il terzino (qui sotto Emerson) proprio come la Juve di Pirlo, ma a differenza della Juve lo fa a partire da un sistema di gioco diverso. Pirlo ci arriva sviluppando il 4-4-2, Mancini appunto il 4-3-3.



Pogba e Locatelli non avrebbero problemi a coesistere in una configurazione del genere, a prescindere dal sistema di partenza. Sia che si tratti di un centrocampo a tre vero e proprio (in un 4-3-3 o un 3-5-2), sia che si comporti come il centrocampo fluido della Juve o del Manchester, che tende ad assumere questa figura per poi scioglierla un attimo dopo. Sul passaggio di Maguire (vedi la prima immagine dell’articolo), Pogba effettua un controllo orientato straordinario, tagliando fuori allo stesso tempo Dalot (il terzino del Milan uscito su di lui) e i due interni Kessie e Meite.


Di questa qualità mancante si parlava: le giocate tra le linee che spaccano la trequarti avversaria. In simili svolgimenti, Locatelli ovviamente interpreterebbe il ruolo di Fred.


POGBA CON DESCHAMPS - Poi c’è il Pogba di Deschamps, schierato nei due centrocampisti centrali della Francia (qui sotto nell’ultima apparizione contro il Kazakistan, al fianco di Ndombele).


Bisognerebbe capire cosa ne pensa Pirlo. Se Pirlo si affida maggiormente ai suoi ricordi di giocatore, allora preferirà l’altro Pogba, quello più offensivo (poco importa in che formula, se falso esterno o mezzala pura). Ma se gli piace anche il Pogba campione del mondo (perché è proprio in questa posizione voluta da Deschamps che il giocatore del Manchester ha vinto il suo titolo più importante), allora Pirlo potrebbe pensarlo nei due di centrocampo. Ecco Pogba che costruisce l’azione dell’uno a zero contro i Kazaki, servendo sui piedi Martial. In questo caso è Lemar che si comporta da falso esterno nei quattro giocatori più offensivi del 4-2-3-1 di Deschamps. 


LOCATELLI CON DE ZERBI - Non sarebbe un problema per Locatelli nemmeno questo utilizzo di Pogba. Con De Zerbi infatti, è noto, Locatelli gioca nel doble pivote o accanto a Lopez, o accanto a Bourabia, o a Magnanelli oppure a Obiang (interpreti tutti molto diversi fra loro, anche fisicamente). Lui resta il perno. Qui sotto contro il Verona, lo vediamo al fianco di Obiang.


Non è dunque impossibile immaginare una coppia composta da Locatelli e Pogba nel cuore della Juventus, come qui vediamo nel Sassuolo Locatelli e Obiang. 



Una coppia che dovrà certamente trovare il suo equilibrio, ma che si preannuncia  complementare.



Se poi Locatelli dovesse continuare a segnare come ha iniziato a fare ultimamente in Nazionale e in campionato...