Allegri, non è ancora finita
 
Da più parti ormai si sta celebrando il “funerale” sportivo di Massimiliano Allegri.
Come al solito, si sale e si scende dal carro rapidamente a seconda dell’opportunità di turno.
Quelli che oggi lo stanno rapidamente scaricando sono gli stessi che solo qualche tempo fa lo celebravano come migliore tecnico al mondo, o comunque tra i top.
Chi scrive invece non è mai stato tenero nei confronti dell’allenatore toscano ma solo per un semplice motivo, con l’organico messogli a disposizione dalla società e la qualità soprattutto nel reparto offensivo aveva l’obbligo in tutti questi anni di evidenziare un calcio migliore per lasciare un ricordo indelebile nell’Olimpo del calcio.
Ad oggi questo non è praticamente mai successo, nonostante le numerose vittorie in Italia di cui gli va reso comunque merito, e gli è rimasta adesso un’unica possibilità per cambiare la storia: 
ribaltare la partita di ritorno contro l’Atletico Madrid.
Da questo non si scappa.
Il rapporto tra Allegri e la Juve avrebbe già dovuto probabilmente chiudersi la sera della disfatta di Cardiff dove la squadra bianconera ha subito la sconfitta più cocente e umiliante della propria storia.
Di comune accordo con la società però hanno deciso di continuare per riprovarci insieme.
Quella di quest’anno è l’ultima possibilità perché se nell’anno che compri il numero 1 al mondo, “l’uomo Champions” per eccellenza, ti fermi agli ottavi di finale non esistono attenuanti o scuse, soprattutto se continui a praticare un gioco attendista.
Siamo fermamente convinti però, a distanza di una settimana dalla debacle del Wanda Metropolitano, che la Juventus abbia ancora tutte le carte in regola per ribaltare il pronostico contro l’Atletico Madrid.
Allegri farà di tutto per entrare nella rubrica delle “rimonte impossibili” e noi tifiamo per lui, per la Juve, per il calcio italiano.
Solo dopo il 12 Marzo si potranno fare valutazioni sul futuro bianconero perché come recita il motto bianconero #finoallafine, sino a che non è davvero finita si può sempre vincere e cambiare il futuro.
Abbiamo criticato per lungo tempo il non gioco di Allegri e saremo felicissimi di dovergli chiedere scusa se lo schiaffo del Wanda Metropolitano scatenerà una terapia d’urto nel Mister convincendolo definitivamente che in Europa si vince solo osando e non puntando allo zero a zero.
 
E se fosse Simone Inzaghi?
 
Nel frattempo è partito il toto allenatore per cercare il nome del suo possibile sostituto.
Ieri mentre ero ospite in studio nella brillante trasmissione “Maracanà” condotta su RMC Sport tutti i giorni dai bravissimi Marco Piccari e Vincenzo Marangio, mi sono trovato a dibattere in merito per 4 ore con importanti firme del panorama giornalistico italiano, ex giocatori ed ex allenatori di grande competenza calcistica.
La maggior parte (evidenziata anche da un sondaggio) ritiene che Zinedine Zidane, per percorso storico, carisma e competenza sia l’allenatore giusto per fare il salto definitivo di qualità anche in Europa.
Personalmente ho amato lo Zidane calciatore, uno dei più forti calciatori di sempre; sullo “Zizou” allenatore ho invece qualche dubbio. 
Non che non sia bravo, ci mancherebbe, ma ancora non sono riuscito a decifrarlo tatticamente del tutto.
In fondo al Real ha dovuto “solo” amministrare un parco giocatori “galattico” senza doversi inventare nulla.
Un po’ quello, con le dovute proporzioni, che Allegri fa ormai da 5 anni consecutivi in Italia: 
mantenere il gap di vantaggio sulle avversarie determinato dal valore della rosa, senza fare danni.
Quindi, premesso che se verrà alla Juve mi auguro sarà ricordato poi come il più grande allenatore di tutti i tempi, ad oggi non riesco ancora a capire se Zidane potrebbe esser o meno l’allenatore giusto per il dopo Allegri.
Altri nomi che sono circolati in radio, tra scoop vari e soffiate, sono quelli di Marco Giampaolo e Simone Inzaghi, due giovani allenatori italiani ambiziosi in rampa di lancio, in passato già accostati al nome della Juventus.
Addirittura il dott. Pino Capua, da sempre vicino al mondo biancoceleste, si è lanciato in una previsione importante. Secondo lui “il prossimo allenatore della Juventus” durante la semifinale di andata dell’altra sera tra Lazio e Milan “siedeva in panchina all’Olimpico”.
Scartando quindi Gattuso, non fosse altro anche per il suo rapporto viscerale con il Milan che sta rilanciando, non resta quindi che accostare la “soffiata” al nome di Simone Inzaghi.
Spaventa una soluzione del genere? Il tecnico biancoceleste non ha l’esperienza internazionale necessaria?
Forse vero, ma bisogna ricordare che non l’avevano nemmeno Trapattoni e Lippi (gli unici allenatori bianconeri ad aver vinto la Champions) quando arrivarono alla Juve.
Noi tifiamo ancora per Allegri, perché vorrebbe dire che tra due settimane riscriverà la storia della Juve in Europa, ma se le cose non dovessero andare come tutto il popolo bianconero spera per il futuro abbiamo un’unica certezza da cui ripartire:
chiunque allenerà la Vecchia Signora la prossima stagione avrà l’obbligo di osare, sempre e comunque.
Almeno su questo siamo tutti d’accordo?
 
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