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Niente da fare. A Berlino la Juventus perde 3-1 la finale di Champions League contro il Barcellona, che centra il Triplete. Luis Enrique bissa così l'impresa già riuscita a Guardiola nel 2009, entrambi al loro primo anno sulla panchina del club catalano. I blaugrana salgono a quota 5 nell'albo d'oro della Coppa dalle grandi orecchie, vincendo la quarta delle loro ultime quattro finali di Champions in dieci anni, al contrario della Juve che ne ha perse quattro delle ultime quattro (sei su otto in totale). 

ILLUSIONE MORATA - Proprio al quarto minuto di gioco arriva il gol che sblocca il risultato, segnato dal centrocampista croato Rakitic su assist del solito Iniesta. Nel primo tempo vengono ammoniti Vidal e Pogba. Buffon para tutto e tiene in partita i bianconeri, che a inizio ripresa pareggiano i conti con Morata, lesto a ribadire in rete una respinta di ter Stegen sulla girata di Tevez. 

CHIAVE DI (S)VOLTA - Pogba chiede invano un calcio di rigore per un contatto con Dani Alves: sull'azione successiva il Barça si riporta in vantaggio grazie al tap-in di Suarez dopo la respinta di Buffon sul tiro di Messi. L'arbitro turco Cakir annulla un gol a Neymar per un tocco con la mano sul suo stesso colpo di testa. Il brasiliano mette comunque la propria firma sul 3-1 in contropiede all'ultimo minuto di recupero. 

LACRIME A TESTA ALTA - Girandola di cambi nel finale: Xavi, Mathieu e Pedro per Iniesta, Rakitic e Suarez da una parte; Pereyra, Lorente e Coman per Vidal, Morata ed Evra dall'altra. I bianconeri, rimasti in partita fino alla fine, escono sconfitti a testa alta, in lacrime e tra gli applausi dei propri tifosi. Nonostante questa grossa delusione, la stagione degli uomini di Allegri resta comunque straordinaria, con la vittoria di Scudetto e coppa Italia

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