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L'addio di Moise Kean alla Juventus non è stato una questione di soldi. A parlare dell'attaccante, oggi al PSG in prestito dall'Everton, è il fratello Giovanni, che a La Gazzetta dello Sport spiega: "La Juve non avrebbe mai voluto cederlo, non è stato un motivo economico. Penso che sia stata una scelta del nuovo allenatore (Sarri, ndr). Se fosse rimasto Allegri non sarebbe partito. Sarebbe ancora alla Juve, che è uno dei top club in Europa. Con Dybala, Ronaldo e Morata la concorrenza sarebbe stata alta, ma i top player ci sono anche al Psg: Icardi è uno dei migliori, ma ha giocato meno di Moise".

PRESUNZIONE E NAZIONALE - Giovanni Kean torna anche sulla semifinale scudetto Primavera del 2017, quando Moise sbagliò un rigore contro la Fiorentina provando il cucchiaio e fu accusato di presunzione: "L'avevano attaccato perché aveva già debuttato in Serie A e un Champions, ma per calciare così un rigore in una sfida delicata ci vuole coraggio. Se lo avesse segnato sarebbe stato un fenomeno per tutti. L'hanno accusato di presunzione che, tra mille difetti, è l'unico che non ha mai avuto. Non si è mai montato la testa. La Nazionale? Ci sono tanti giocatori forti, ma Moise è il più completo che ha a disposizione Mancini. Può fare la punta ma giocare anche sull'esterno da una parte o dall'altra. Ha sempre sognato di vincere con la maglia azzurra".