254
Dopo 14 partite utili l’Atalanta lascia spazio alla rincorsa della Lazio. Il pittoresco Lotito potrà sostenere che l’idea di pagare in anticipo gli stipendi ai suoi dipendenti si è rivelata vincente. Tutto può essere ma dietro la rivincita consumata da Simone Inzaghi c’è un gruppo che lavora insieme da molto tempo e anche una novità tecnica che andrà verificata nel tempo: la posizione di Immobile aggiunge alla sua fama di realizzatore quella di ispiratore di un attacco che può contare anche sulla potenza esplosiva di Milinkovic Savic

La teoria del piede invertito irrompe nelle nostre passioni e nelle discussioni dei tecnici. Per quanto ricordi ne parlava già il barone Liedholm che aveva costruito la Roma dello scudetto impiegando come terzino destro (allora si chiamavano così quelli che oggi si definiscono esterni) un mancino come Nela. Simone Inzaghi molti anni dopo si è servito della suddetta teoria cambiando la posizione di Marusic per lasciare la fascia destra a Lazzari. Marusic non segnava da quasi un anno ma il piede invertito lo ha ispirato dopo appena un paio di minuti quando ha virato, accentrandosi, e ha poi confezionato un destro a giro sul quale Gollini, abbagliato dal sole a dispetto di un cappellino da spiaggia, non ha potuto opporre resistenza.

La Lazio è riuscita così a sottomettere l’ Atalanta che si è trovata subito la strada in salita. Gasperini, che aveva preferito Miranciuk a Pessina, ha smarrito le coordinate rischiando di affondare quando Miklinkovic, lanciato da Immobile in versione assist man, ha colpito il palo con una zuccata delle sue. In verità la Lazio ha rubato l’idea all’Atalanta cercando di copiare lo spartito della Dea con un’aggressività a tutto campo degna di una grande squadra che sa quello che vuole. Ingabbiato Ilicic, scarsamente ispirato come gli capita quando ha la luna storta, la Lazio ha chiuso tutte le zone nevralgiche del campo grazie a una difesa guidata dal magnifico Acerbi, al quale si è aggiunto dal minuto 37 il nuovo arrivato Musacchio, lanciato nella mischia con qualche minuto di anticipo per l’ammonizione rimediata da Patric.

Il raddoppio di Correa in apertura di secondo tempo, ancora da un invito splendido di Immobile, ha ribadito la supremazia della Lazio, che quando può attendere e ripartire non teme confronti. Gasperini ha rimescolato le carte escludendo Zapata, che non ha gradito, e poi anche Ilicic, puntando sulla prolificità di Muriel, capocantiere assoluto dei panchinari. La Lazio ha mantenuto il controllo delle operazioni concedendosi il lusso di sbagliare un paio di gol. Da qui il sussulto dell’Atalanta con il solito Muriel, che forse meriterebbe di giocare dall’inizio: palo per l’irruzione vincente di Pasalic.

Con un quarto d’ora di speranza, l’Atalanta ha tentato l’impossibile mentre Inzaghi è intervenuto con il bisturi ordinando tre cambi contemporanei sostituendo l’intero attacco. Occasione subito sfruttata dall’ex oggetto misterioso Muriqi che con il secondo gol consecutivo restituiva il sorriso a Tare, mentore assai discusso dal popolo laziale.


IL TABELLINO
 Atalanta-Lazio 1-3 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 3' p.t. Marusic (L), 5' s.t. Correa (L), 35' s.t. Pasalic (A), 38' s.t. Muriqi (L)

Assist: 3' p.t. Radu (L), 5' s.t. Immobile (L), 38' s.t. Pereira (L)

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Djimsiti, Palomino; Maehle, De Roon, Freuler (33' s.t. Caldara), Ruggeri (1' s.t. Malinovskyi); Miranchuk (9' s.t. Pasalic), Ilicic (22' s.t. Lammers); Zapata (9' s.t. Muriel). All. Gasperini.

Lazio (3-5-2): Reina; Patric (37' p.t. Musacchio), Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva (35' s.t. Escalante), Luis Alberto (14' s.t. Akpa Akpro), Marusic; Correa (35' s.t. Pereira), Immobile (35' s.t. Muriqi). All. Inzaghi.

Arbitro: Daniele Chiffi di Padova.

Ammoniti: 23' p.t. Patric (L), 13' s.t. Musacchio (L)