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La sua partita più bella è stata anche la più straziante. Fu il migliore in campo, segnò due gol e poi chiese di essere sostituito per andare accanto a lui, steso, quasi sdraiato in tribuna su una sedia-lettiga a rotelle. La vita di Adrien Provost Rabiot cambiò a 12 anni, quando il padre, Michel, in seguito a una patologia neurologica fu costretto all’immobilità assoluta. Vigile, cerebralmente attivo, ma totalmente incapace di muoversi. Anche la foto di quella partita, tra gli Under 21 del PSG e l’Auxerre è straziante: un signore quasi sdraiato sotto un mucchio di coperte, che sembra uno straccio, circondato dalle facce sorridenti di giovani calciatori, tra cui Adrien che allora portava ancora il cognome del padre: Provost. In seguito prese il nome della madre, Rabiot, e il cambio è divenuto la metafora della sua vita.

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