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Quattro a uno del Psg al Camp Nou, demolito il Barça con la fantastica tripletta di Kylian Mbappé, ma nessuno a Parigi ha il coraggio di festeggiare. Il ricordo della rimonta di quattro anni fa (3-0 al Parco dei Principi, 1-6 al ritorno a Barcellona) è ancora lì, inchiodato nella mente dei parigini: perché il trionfo di questa notte catalana possa diventare la grande rivincita dei francesi bisogna aspettare ancora un po’, esattamente 22 giorni, il ritorno a Parigi. Certo, se Mbappé si ripeterà a questi livelli non ci sarà nulla da fare per i catalani. Tripletta, prestazione mostruosa, un incubo continuo per il povero Dest, un americano-olandese che è uscito dal campo col mal di testa.

 
 
Mbappé è stato incontenibile, ha ubriacato l’intera difesa catalana, stravincendo il duello con Messi. Il Pallone d’oro post-Ronaldo/Messi sarà un affare fra lui e il suo compagno Neymar. Mbappé ha segnato 10 reti nella fase ad eliminazione diretta di Champions, superando Zidane (8), solo due giocatori francesi hanno fatto meglio, Benzema 18 e Henry 12, ma ha tempo e modo di superare i suoi connazionali. Con questa tripletta è diventato il terzo miglior marcatore (111 gol) nella storia del Psg considerando tutte le competizioni, alle spalle di Ibrahimovic (156) e Cavani (200), ma anche in questo caso, avendo appena 23 anni, può diventare il primo. Infine, è il secondo giocatore nella storia della Champions League ad aver realizzato una tripletta al Camp Nou da avversario, dopo Shevchenko nel novembre ‘97 con la Dinamo Kiev.
Ma non solo Mbappé, tutto il Psg ha giocato una partita bellissima, calpestando il Barcellona che a questo punto della stagione rischia di essere fuori da tutto: a -8 dall’Atletico Madrid nella Liga, quasi fuori dalla Coppa del Re, ha già perso la Supercoppa di Spagna e ora sta per uscire anche dalla Champions agli ottavi. Se questa sfida può essere indicativa per la scelta futura di Messi, i parigini possono sognare...

UN TEMPO ANCHE PER MESSI -  Aspettavamo le stelle e le stelle si sono subito accese. Uno a zero di Messi su calcio di rigore, uno a uno di Mbappé con una giocata del suo repertorio. Il primo tempo di Barcellona-Psg ha mostrato anche altro, come la conferma della straordinaria qualità tecnica di Verratti (l’assist al volo per la rete di Mbappé è stato un capolavoro) avanzato da Pochettino nel ruolo di trequartista alle spalle di Icardi, la costante maturazione di Kean, la visione dell’ex romanista ed empolese Paredes su un fronte, la capacità di inserimento a fari spenti di De Jong e la voglia di Messi di non abdicare sull’altro. In assoluto già in quei primi 45' aveva convinto di più la squadra di Parigi nonostante l’assenza di Neymar. Giocava in modo più, creava di più ed era un piacere vederla attaccare. La manovra del Barça sembrava più casuale, tanto che a un certo punto, intorno al 20', Messi ha lasciato la linea d’attacco e si è visto spesso a creare gioco nel cerchio del centrocampo.

199 GOL IN CHAMPIONS - E’ stato proprio un lancio di Messi a mettere in crisi la difesa parigina, Kimpembe e soprattutto Kurzawa si sono fatti sorprendere alle spalle da De Jong che è scattato col tempo giusto sul lungo passaggio del suo capitano: guardando la palla, Kurzawa con un ginocchio ha colpito il piede dell’olandese. Rigore e gol numero 119 in Champions di Messi. Per la statistica era il quarto rigore su quattro che il 10 catalano segnava contro Keylor Navas.

MBAPPE’, E UNO - Era il 27', la partita che era già divertente, si è accesa ancora di più. Scivolando al limite dell’area, Kurzawa stava per combinarne un’altra, perfetto l’assist di Messi per Dembelé, non la conclusione del francese del Barça. Come si è capito, Kurzawa aveva molto da farsi perdonare e c’è riuscito, almeno in parte, col cross da sinistra per Verratti che d’esterno, al volo, ha messo Mbappé nella condizione per saltare Lenglet e scaraventare la palla sotto la traversa. Nell’ultimo quarto d’ora, tre occasioni per il Psg con Kurzawa, Kean e Icardi, e una del Barcellona con Griezmann.

MBAPPE’, E DUE - Per evitare il secondo giallo all’intemperante Gueye, nell’intervallo Pochettino l’ha tolto, ha messo Herrera e riportato il centrocampo a tre con Verratti sul centrosinistra per dialogare con Mbappé e alzare la qualità parigina fino al punto più alto, irraggiungibile per il malcapitato Dest e per chi avrebbe dovuto aiutarlo, ovvero De Jong e Dembelè. La partita ha perso un po’ di ritmo, ma quando il Psg prendeva palla era sempre pericoloso. Fantastica l’azione conclusa da Kean (parata di Ter Stegen) con l’avvìo di Verratti, lo spunto di Mbappé e la rifinitura di Icardi (che però avrebbe dovuto tirare). Un altro show dell’incontenibile Mbappé che a metà campo ne ha saltati è stato il preludio della sua doppietta. Lancio di Paredes per Florenzi, cross da destra per Icardi anticipato da Piqué che però ha messo la palla sul destro dello spietato Mbappè: Psg di nuovo davanti. La difesa catalana è crollata, Mbappé poteva segnare subito dopo, Ter Stegen ha salvato. Ma il terzo gol francese non si è fatto aspettare. Punizione di Paredes, stacco di testa sul secondo palo dell’ex juventino Moise Kean, perso da De Jong, tre a uno. Curiosità: Kean a 20 anni e 354 giorni è diventato il terzo più giovane marcatore italiano in Champions League nella fase ad eliminazione diretta, più anziano solo di Zaniolo (a segno contro il Porto nel 2019) e Ventola (contro il Manchester United nel ‘99).

MBAPPE’, E TRE -  Ma quel ragazzo che presto vincerà il Pallone d’Oro (se non glielo soffia il suo compagno Neymar) non era contento. Voleva la tripletta e gliel’ha servita Draxler, entrato poco prima al posto di Verratti: attacco in contropiede, Icardi, Danilo Pereira, Draxler, Mbappé, una sentenza di condanna per il Barcellona disintegrato.

GLI ITALIANI E GLI “EX” -  Pagelle finali per gli italiani e gli stranieri che hanno giocato in Serie A, tutti schierati nel Psg, prima dell’inserimento di Pjanic nel Barcellona. Florenzi: il più risoluto in difesa, pochi fronzoli, molta sostanza, tempi perfetti negli interventi difensivi; con un bel crosso ha partecipato all’azione del 2-1. Marquinhos: fascia al braccio, prestazione di personalità, di forza, di autorevolezza. Ha dominato al centro della difesa. Paredes: regìa impeccabile, palleggio sopraffino. Sua la punizione che Kean ha trasformato nel 3-1. Kean: ha firmato il suo terzo gol in Champions League ma anche prima della rete ha giocato bene legandosi alla squadra come non faceva in passato, è un classe 2000 che continua a crescere. Verratti: sia come trequartista (nel primo tempo), sia come mezz’ala di sinistra (nel secondo) ha portato una qualità che al Camp Nou ha ricordato altri tempi e altri giocatori. Icardi: un po’ più in ombra degli altri, ma anche lui stava bene dentro alla squadra. Pjanic: è entrato quando la disfatta catalana era totale, certo che deve stare proprio male per non avere un posto da titolare in questo Barcellona di second’ordine.

Barcellona-Paris Saint Germain 1-4
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BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen 6,5; Dest 4 (26' st Mingueza 5,5) Piqué 5 (33' st Puig sv) Lenglet 5 Jordi Alba 4,5; F. De Jong 5,5 Busquets 5 (33' st Pjanic sv) Pedri 5 (33' st Trincao sv); Dembelé 4,5 Messi 6,5 Griezmann 5 (39' st Braitwaite sv). A disposizione: Neto, Umtiti, Junior Firpo, Pena, Fernandes. Allenatore: Koeman 4

PARIS SAINT GERMAIN (4-2-3-1): Keylor Navas 6; Florenzi 7 (44' st Kehrer sv) Marquinhos 7,5 Kimpembe 6,5 Kurzawa 6,5; Guye Gana 5,5 (1' st Herrera 7) Paredes 7; Kean 7,5 (39' st Danilo Pereira sv) Verratti 7,5 (28' st Draxler 6,5) Mbappé 9; Icardi 6,5. Allenatore: Pochettino 8. A disposizione: Rico, Diallo, Bakker, Letellier, Michut, Rafinha, Sarabia.
ARBITRO: Kuipers (Olanda) 6,5
MARCATORI: 27' pt Messi (B) su rigore, 32' pt Mbappé (P), 20' st Mbappé (P), 25' st Kean (P), 40' st Mbappé
ASSIST: Verratti (P), Paredes (P), Draxler (P)
AMMONITI: 20' pt Guye Gana (P) per gioco falloso