Il tecnico del Milan femminile Maurizio Ganz parla attraverso i canali social del club rossonero: "Sto toccando il cielo con un dito. Sono 12 anni che alleno, mi piace il bel gioco, il gioco all'attacco, che la mia squadra abbia un'identità. Non una squadra che si adatta a chi ho di fronte, ma sapere cosa si vuole in fase di possesso e non. Carolina Morace ha fatto grandissimo lavoro, siamo arrivati a ridosso della Fiorentina e della Juventus, a un passo dal sogno scudetto e a un passo dalla qualificazione Champions. Il mio obiettivo principale è creare un gran gruppo in spogliatoio e giocare bene a calcio. Mondiale? Fantastico, seguito da tutto il mondo, la cosa bellissima era la curiosità di vedere le nostre ragazze ma alla fine tutti hanno tifato Italia e questo è un grandissimo segnale. L'obiettivo nostro al Milan è di riuscire a fare bene, un buon gioco, portare il Milan il più in alto possibile e vedere lo stadio pieno. L'Inter ha fatto bene l'anno scorso, sono saliti dalla B alla A, ha fatto un ottimo campionato: le aspetteremo per volerle battere ma ora non ci pensiamo, pensiamo a prepararci bene. Ho avuto 34 allenatori, credo che Mircea Lucescu sia quello che mi ha dato di più sotto l'aspetto tecnico e umano. Mi ispiro a lui, anche perché al Brescia nella stagione in cui ho vinto il titolo di capocannoniere mi ha dato qualcosa di importante perché vedeva il calcio moderno, totale. Sono un mister dinamico, so cosa voglio in campo e fuori dal campo le nostre giocatrici dovranno essere serene e vivere la vita tranquillamente. Credo siano ragazze intelligenti che sanno come svolgere la loro vita. Le chiamerò quando dovrò parlare di questioni tecnico-attiche. La preparazione è alle porte, ho già parlato con dirigenti e preparatori, inizieremo il 24 luglio dove cominceremo con le visite mediche e test fisici, poi dal 27 al 3 agosto saremo a Ponte di Legno, cornice bellissima dove io conosco bene ambiente e campo che è fantastico. Non vedo l'ora di iniziare. Dovremo arrivare ad essere un blocco unito, prediligo il gioco d'attacco ma presuppone anche la ripresa della palla.Cosa significa il Milan? Quando giocavo all'Inter mi ha fortemente voluto, ho vinto uno scudetto e dopo aver finito di giocare mi ha dato la possibilità di lavorare ancora. Mio figlio è nato calcisticamente nel Milan ed è un grande tifoso. Credo che per me il Milan sia una grandissima famiglia, lo era prima figuriamoci ora che posso lavorare con questi bellissimi colori".