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  • Solida Samp:| Tre gol e via

    Solida Samp:| Tre gol e via

    Bergamo. Brutta e vincente. Tre punti, e va bene. Qualità superiore, e chi la discute? La Sampdoria batte il piccolo Albinoleffe 3-1, con due gol annullati ai padroni di casa, un rigore gettato al vento da Piovaccari e un paio di considerazioni da tenere a mente: la spregiudicatezza di Atzori nella scelta chiave della partita (Padalino “difensore d’attacco”) non si discute, ma comporta anche un prezzo da pagare: la Samp soffre, rischia e spreca oltre quanto dica il risultato. Ma il bilancio dopo sei tappe non è niente male: tre vittorie (due in trasferta) e tre pareggi. Gli altoparlanti dello stadio sparano disco commerciale. Decibel a tutto volume, forse per fare atmosfera. In settimana Atzori ha cercato di preparare i suoi: prima degli schemi dell’Albinoleffe, lezione di stadio vuoto.

     

    Che effetto fa giocare su un campo semideserto (1.350 abbonati, qualche centinaio di paganti, più i sampdoriani)? Beh, ieri i tifosi di casa si sono sentiti: fischi all’arbitro, tanti. C’è una differenza di dimensione evidente, ma sul campo le difficoltà restano. Senza Pozzi, la coppia d’attacco è Bertani-Maccarone. Piovaccari siede in panchina: smaltito il turno dietro la lavagna in tribuna, riparte della panchina. Atzori prova a far tornare Big come un tempo Mac e, intanto, sceglie un asse di destra ad alto potenziale offensivo, almeno sulla carta, e con carenze in fase di protezione, che si evidenziano subito, con Padalino sulla linea di difesa e Foggia nei quattro di centrocampo. Gastaldello, recuperato in settimana, non è nemmeno in panchina. Dopo la disco, risuona la marcia dei bersaglieri e si parte. Non è teoria, quella dello stadio nel silenzio: la Sampdoria, all’inizio, è accademica, sembra quasi un allenamento con pubblico, anche se la curva dei sampdoriani (con tessera) si fa sentire.

    L’Albino, invece, è più concreto: il cross dalla sinistra trova Cocco, capocannoniere con 5 gol segnati, perfettamente puntuale. Colpo di testa (5’) di poco a lato. Poi c’è un’azione da manuale, per comprendere che tipo di rischi può correre la Sampdoria con la soluzione avanti tutta sulla destra: Padalino sbaglia il tempo dell’intervento, Foglio guadagna la superiorità e Costa (terzo bell’intervento) svetta di testa per allontanare il pericolo. Ma il tema si ripete: la Sampdoria in fase offensiva propone spesso un 4-2-4 con Foggia e Semioli larghi, ma Mac non trova mai il cambio di passo e Bertani si danna l’anima senza trovare sponde. Analisi: gioco offensivo della Samp ultra prevedibile e controffensive in cui sistematicamente, con un Foggia evanescente, i celesti di casa guadgnano l’uomo in più. Sintesi: l’Albino fa correre diversi brividi ai sampdoriani saliti in Padania a cui si aggiungono, intorno al 20’, anche Fedelissimi e Fieri Fossato che occupano una fetta di parterre della tribuna.

    L’arbitro Candussi ci mette del suo e fischia troppo, spezzettando il gioco, e spesso fischia anche male. Romero mette più di una pezza, ma è una Sampdoria che conclude poco e rischia troppo. Al 27’ va addirittura sotto, anzi no: Cocco tira, Romero riesce a respingere ma non a bloccare il tiro ravvicinato, sul rimpallo si avventa Foglio. Palla in fondo alla rete, sguardi dei blucerchiati al cielo e la bandierina dell’assistente indica un provvidenziale (e non evidente) fuorigioco. Questione di centimetri. Ma va bene così. E si soffre ancora: altro intervento decisivo di Romero su Foglio, cinque minuti dopo.

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