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Corre e sogna Filippo. Da una parte l'atletica dall'altra la Juve, passione tramandata di generazione in generazione nella famiglia Tortu. Il 2018 è l'anno del record: primatista italiano dei 100 metri con un tempo di 9"99. E per l'occasione è arrivata una maglia speciale: "La Juve me ne ha fatta una personalizzata con il mio tempo - racconta l'atleta nella diretta sulla pagina Instagram di Calciomercato.com - sono riuscito anche a farmela firmare da Cabrini e Paolo Rossi. Ho molte maglie, ma quella è una alla quale sono più affezionato". Collezione mica da poco: "In soppalco ho uno spazio dedicato alle maglie da calcio, sempre ben ordinate". Una però è a parte dalle altre: "L'ho incorniciata. E' la maglia di Ronaldo, autografata, che mi ha regalato la Juve quando sono andato a vedere Juve-Manchester United". Quel ricciolino con la faccia da bravo ragazzo ha battuto il record Pietro Mennea dopo 39 anni: "I miei amici mi dicono che assomiglio a Benjamin Pavard del Bayern Monaco". Lui però cambia fascia: "Al FantaBundes ho comprato Alphonso Davies". Fanta? "Bundesliga. Da quando è ricominciato il campionato tedesco abbiamo avuto quest'idea insieme ai miei amici". Nostalgia del fantacalcio: "Mi manca molto. Era il terzo anno che lo facevo con questo gruppo. Le prime due edizioni le ho vinte io, quest'anno non stava andando benissimo". Eppure la squadra c'era: "Avevo preso Mertens, Dybala, Higuain, Ilicic...". Forse mancava il colpo da novanta: "L'anno scorso avevo Ronaldo, quest'anno me l'ha rubato mio fratello". Derby di famiglia: "Lui li vive molto più teso di me". Ma il suo pupillo al fanta è un altro: "Lorenzo Pellegrini, lo prendevo dai tempi del Sassuolo. E' uno dei migliori talenti in Italia".

IL RE DEL MERCATO - Intanto ci pensa Davies a regalargli bonus e sorrisi al FantaBundes: "L'avevo visto dal vivo in Champions contro il Chelsea, difficilmente mi ricordo un giocatore dominare così sulla fascia". Consigli per gli acquisti: "Mi piacerebbe vederlo alla Juve. Lui e Isco, uno dei miei calciatori preferiti". Di solito Filippo viene 'accontentato': "Due anni fa avevo detto che avrei voluto De Ligt, nel 2016 Ramsey". E Ronaldo? "All'inizio ci ho creduto poco al suo arrivo, dopo un po' ho iniziato a capire che c'era una trattativa reale. Il giorno dell'annuncio ero a casa, volevo andare all'aeroporto ma con gli allenamenti non potevo. E' stato un grande colpo". Una macchina da guerra, chissà se sarebbe adatto anche per l'atletica: "Penso proprio di no. E' come quando Bolt ha provato a giocare a calcio, non si possono ottenere li stessi livelli che si sono raggiunti nel proprio sport. Se io diventassi un calciatore probabilmente non arriverei neanche in Serie A". Nonostante la passione: "Fino ai 16 anni ho giocato a calcio, poi ho dovuto smettere perché non posso correre il rischio di farmi male. Non faccio neanche le partitelle tra gli amici. Smettere di giocare è il sacrificio più grande". Non c'è paragone con serate mancate o vacanze saltate. Ma Filippo è pronto a rifarsi: "Quando mi ritirerò farò 7/8 partite tutte insieme". Ruolo? "Prima punta". 

RICORDI BIANCONERI - Cresciuto a pane e Juve, Tortu: "Quando ero piccolo mio padre mi raccontava le storie legate alla Juve del passato". Favole bianconere: "Mi diceva di quando mio nonno ogni settimana prendeva l'aereo o la nave dalla Sardegna per andare a vedere le partite; mi parlava molto di Boniek, il suo giocatore preferito". E il piccolo Filippo lì, ad ascoltarlo a bocca aperta: "La storia della Juve era il mio mondo. Ho visto anche molte partite degli Anni '80". Emozioni da rivere in bianco e nero, come i colori della sua prima maglia: "E' quella di Alex. Avevo 3/4 anni, me l'ha comprata mio padre fuori da San Siro prima di un Milan-Juve. Era la prima volta allo stadio, ancora oggi conservo quella maglia". Contro i rossoneri il suo derby personale: "E' la partita che sento di più, a Milano sono andato a vederle quasi tutte".
IL SUPERCLASICO - Filippo non si perde una partita della sua squadra: "Quando c'era Barcellona-Juve ero alle Bahamas per una gara, e non c'era un posto in tutta l'isola per vederla". Soluzione fai da te: "Ho chiamato un mio amico in FaceTime e lui me l'ha fatta vedere tramite il cellulare". Calcio, atletica ma non solo: "Guardo qualsiasi tipo di sport. Seguo anche le freccette, mi piacerebbe andare a vedere una sfida dal vivo". Per il pallone è arrivato fino in Sudamerica: "Insieme a mio padre siamo andati a vedere Boca Juniors-River Plate. E' stata l'esperienza calcistica più bella della mia vita. Lì vivono solo di passione, le case sono dipinte dei colori del Boca. La partita è iniziata con 25' di ritardo perché all'ingresso delle squadre in campo hanno lanciato un miliardo di coriandoli e bisognava pulire il campo, completamente bianco". Bianco-nero, è il cuore di Filippo. Sogna e corre Tortu, con la maglia della Juve e il pallone in testa.

@francGuerrieri