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La prima notizia è che la Sampdoria ha raccolto i primi punti in campionato, tre addirittura in un colpo solo. E non è più il fanalino di coda della classifica. La seconda notizia è che il Torino è caduto di nuovo a una settimana di distanza dallo scivolone casalingo col Lecce. E dunque c'è un male profondo fra i granata che coltivano ambizioni ma non sembrano avere oggi le forze necessarie per inseguirle con successo. La vittoria della Sampdoria è maturata grazie ad un gol di Gabbiadini e complessivamente non si presta ad obiezioni. La squadra di Di Francesco ha creduto con maggiore convinzione nella vittoria che ha inseguito cocciutamente. Il Toro è stato troppo timido nel primo tempo e una volta passato in svantaggio non ha trovato la forza né la lucidità per risalire la corrente. Giacomelli ha diretto con polso esperto un match alquanto spigoloso ma fa specie che gli unici ammoniti alla fine risultino Rigoni e Quagliarella, certamente non i più cattivi della compagnia.

Di Francesco in partenza aveva rivoltato la squadra sconfitta a Napoli: fuori Linetty, Murillo, Regini, dentro Depaoli, Colley e Gabbiadini, in un elastico 3-4-1-2 (pronto a trasformarsi in 4-4-2 oppure in 4-3-1-2), con Bereszynski, Ferrari e Colley davanti ad Audero, Depaoli avanzato lungo l'out di destra sulla linea dei mediani (Ekdal e Vieira), con Murru sul versante mancino, Rigoni fra le linee a sostegno delle punte di ruolo, Gabbiadini e Quagliarella. Il Toro ha risposto col classico 3-5-2 di Mazzarri. Sirigu tra i pali, Lyanco al centro della difesa con Izzo a destra e Bremer a sinistra, De Silvestri e Meite sugli esterni nella zona mediana del campo, Baselli-Rincon-Aina terzetto nella porzione centrale del campo, Belotti e Zaza attaccanti. Si è giocato in una giornata quasi invernale con vento e pioggia che sferzavano trasversalmente da nord il terreno di gioco (nel primo tempo il vento soffiava alle spalle del Toro). Pubblico non folto ma molto caldo. Cori ostili al presidente Ferrero prima dell'inizio, nell'intervallo e alla fine del match. Incitamento incessante all'indirizzo della squadra. Il numero uno blucerchiato era arrivato allo stadio poco prima delle 14, scortato dalla Digos. Nessun picchetto degli ultras ad attenderlo al varco di ingresso della tribuna d'onore. L'annunciata contestazione nei suoi confronti c'è stata ma si è limitata a cori e improperi e all'invito perentorio a cedere la società a Vialli. In settimana si conoscerà l'offerta ufficiale del gruppo che fa capo all'ex bomber blucerchiato ed è finanziata dai magnati Alex Knaster e Jamie Dinan. 

Pronti via e subito una palla gol per la Sampdoria, propiziata da una corta respinta di Sirigu su un forte destro di Depaoli. Gabbiadini non ha avuto la prontezza di calciare al volo e la sua conclusione ha fruttato soltanto un calcio d'angolo. Poco Toro nella prima mezz'ora, controllata da una Sampdoria più tonica e decisa rispetto alle desolanti prestazioni contro Lazio e Sassuolo. Depaoli ha portato verve e corsa sulla fascia destra, le sue volate si sono concluse spesso con cross peraltro controllati dalle "torri" difensive granata. Salvo la fiammata iniziale di Gabbiadini, nessun pericolo vero per Sirigu e Audero. Molto in palla i difensori, Colley implacabile su Zaza (fischiatissimo ex blucerchiato, una vecchia ruggine fra lui e i tifosi che ricordano i suoi no alla Sampdoria), impeccabile Ferrari su Belotti. Altrettanto sul fronte opposto, Lyanco e Izzo hanno avuto buon gioco su Gabbiadini e  Quagliarella. Colpa, il gioco un po' sfrangiato, anche del terreno di gioco scivoloso che non ha favorito gli scambi rasoterra e le combinazioni veloci, da una parte e dall'altra. Equilibrio, insomma, purtroppo orientato verso il basso.

Mettiamoci anche il disagio psicologico di due squadre arrivate al confronto genovese con molte spine nel cuore. Ancora a zero punti la Sampdoria, ultima e sola in classifica, tramortito dal ko casalingo col Lecce il Torino e dunque prudente. Poche emozioni, una al 40', un rapido consulto dell'arbitro Giacomelli col Var (Mazzoleni) per un presunto tocco di mano in area di Ferrari e subito dopo una paratona di Audero su Belotti (colpo di testa ravvicinato) colto però in posizione di fuorigioco. Robetta, francamente. Ma questo passava il convento nella burrascosa (in tutti i sensi) giornata genovese, per i buoni motivi già illustrati. Molti contrasti uno contro uno, duelli rusticani che Giacomelli non sempre ha interpretato in maniera appropriata. Il sangue del Toro porta allo scontro fisico e la Sampdoria non si è sottratta. Finale del primo tempo di marca granata e Sampdoria meno brillante e forse un poco stanca. Lo 0-0 dell'intervallo non tradiva il senso del match. 

Ripresa. Squadre invariate e subito una discreta chance per Rigoni, su assist all'indietro di Gabbiadini ha calciato sull'esterno della rete. Baselli lo ha imitato poco dopo, guadagnando però un calcio d'angolo senza effetto. La gara è salita di tono, squadre più lunghe e sfacciate, spettacolo finalmente godibile, pur con le sbavature dovute al terreno di gioco via via più simile ad un patinoire che ad un prato. Esercizio impervio per le due squadre far scorrere il pallone sull'erba, da qui lanci lunghi e palle alte che hanno finito per prevalere senza problemi le difese.Tra un rimpallo è l'altro la Sampdoria, entrata in campo più decisa a provare a vincere, ha sfondato. Incursione in area di Depaoli, Gabbiadini ha vinto la gara a sportellate con Lyanco è ha calciato sottomisura di sinistro i pallone in fondo al sacco. Esultanza della folla strozzata dall'intervento del Var che ha tenuto tutti sulla corda per un minuto buono e infine gol convalidato, 1-0 Sampdoria.

Ora viene il bello, si pensa. E in un certo senso è quello che avviene. Mazzarri richiama Ola Aina e butta nella mischia l'ex genoano Laxalt per dare più sostanza alla fascia mancina granata. Minuto 17, miracolo di Sirigu su Vieira, liberato al tiro ravvicinato sul paolo lungo da una chicca del solito arrembante Depaoli. Il vantaggio ha esaltato i giocatori della Sampdoria, risucchiati dall'urlo della gradinata Sud attaccano in scioltezza. Persa per persa, Mazzarri mette mano a Verdi ed esclude Meite, andando a formare un tridiente d attacco con Belotti, Zaza e l'ex del Napoli. Di Francesco è costretto a sostituire l'acciaccato Ferrari con Murillo. Ancora Sampdoia, Sirigu allarga in corner un sinistro insidioso di Ekdal, poi in tre blucerchiati in piena area si ostacolano a vicenda mancando il colpo del ko. Il Toro barcolla e rincula pericolosamente e tuttavia la gara resta aperta e finalmente avvincente per il pubblico di fachiri che ha sfidato il freddo di questo pazzerello incipiente autunno. Gabbiadini è uscito tra gli applausi (29') sostituito da Linetty. C'era da far legna in mezzo al campo e servivano i polmoni del mediano polacco. Rigoni è avanzato al fianco di Quagliarella e la Sampdoria si è assestata su un più solido 4-4-2. Alla mezz'ora Belotti è franato in area di rigore e si è messo le mani nei capelli vedendo che l'arbitro gli faceva cenno di rialzarsi. Il Var non è intervenuto. 

Il Toro ha finalmente sfoderato le corna, gettandosi all'assalto. Ne è uscito un finale di gara assai concitato. Rigoni è finito sul taccuino dell'arbitro (fallo su Lyanco) e francamente altri lo avrebbero meritato più di lui. Quagliarella lo ha seguito, segno che Giacomelli temeva di farsi scappare di mano il match.  Audero (36') ha negato il gol a Zaza, in una delle rare puntate del Toro. Fuori Quagliarella per Caprari e Bremer per Berenguer e assalto finale del Toro. Generoso ma confuso. E pure rischioso, giusto al 90' Sirigu ha dovuto bloccare un destro radente di Rigoni, frutto di un ficcante contropiede sull'asse Ekdal-Caprari. I 4' di recupero concessi dall'arbitro sembrano interminabili alla folla che palpita per questo primo successo della Sampdoria. Per di più Giacomelli fa giocare incomprensibilmente un ulteriore minuto ma insomma il risultato è segnato. E non fa una grinza.


IL TABELLINO

Sampdoria-Torino 1-0 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 10' s.t. Gabbiadini (S). 

Sampdoria (3-4-1-2): Audero; Bereszynski, Colley, Ferrari (24' s.t. Murillo); De Paoli, Ekdal, Vieira, Murru; Rigoni; Gabbiadini (29' s.t. Linetty), Quagliarella (37' s.t. Caprari). All. Di Francesco.

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, Lyanco, Bremer (37' s.t.  Berenguer); De Silvestri, Meite (23' s.t. Verdi), Rincon, Baselli, Aina (17' s.t. Laxalt); Zaza, Belotti. All. Mazzarri.

Arbitro: Piero Giacomelli della sezione di Trieste.

Ammoniti : 14' s.t. Zaza (T), 33' s.t. Rigoni (S), 35' s.t. Quagliarella (S).