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Per i calciofili in astinenza c’è un solo argomento un po' meno importante di quando si tornerà a giocare: il giorno in cui ricominceranno gli allenamenti che - anche se non sembra - è strettamente correlato a quando si potrà uscire di casa. Insomma quando verrà imboccata la strada della normalità. Onestamente la data appare lontana - siamo al 20 marzo e la pandemia non ha ancora raggiunto i suoi picchi -, sostenere che sarà il 4 aprile non è di per sè azzardato, ma è un'ipotesi molto ottimistica. E pur dando per buona questa data, al contrario di Claudio Lotito che vorrebbe gli allenamenti ricominciassero già entro marzo, cosa devono fare i calciatori per non buttare tutto il lavoro, soprattutto atletico, svolto finora? C’è l’eventualità che si debba rifare per intero la preparazione? Il rischio, per ora, non esiste. Ma è chiaro che se i tempi di attesa dovessero allungarsi, nulla sarebbe scartato a priori. Di sicuro c’è che forse - e ripeto forse - si può sconfinare con la stagione di qualche giorno a luglio, ma è impensabile far ripartire il campionato a metà giugno. A quel punto o la stagione è nulla o si fanno play off e play out che - lo dico con largo anticipo - scatenerebbero polemiche e ricorsi. Ci manca solo questo.

Come fare, dunque, per mantenersi se non in forma almeno in condizione? Lo abbiamo chiesto a David Chiodo, preparatore atletico professionista, con una grande esperienza in club calcistici di diverse categorie. Con lui abbiamo cominciato facendo i conti. "L’ultima squadra ad avere giocato una partita di 90 minuti è stata l’Atalanta in Champions League a Valencia. Le due ad avere fatto allenamento di rifinitura per ultime sono Inter e Roma che avrebbero dovuto giocare il giovedì in Europa League. L’ultima gara di campionato è stata Sassuolo-Brescia, la penultima Juventus-Inter. In pratica lo stop dell’attività varia dai dieci-dodici giorni per alcuni ai diciotto-diciannove di chi non ha recuperato e non doveva fare le coppe. E’ un periodo consistente, ma non lunghissimo".

Sì, ma adesso dobbiamo arrivare al 4 aprile.

"E sono altri 15 giorni durante i quali i calciatori devono avere due attenzioni basilari: la tonicità muscolare, la prima che si perde con la completa inattività, e l’alimentazione, non più sotto stretta osservanza di dietologi e cuochi del club".

Come si devono comportare?

"Il tono muscolare si conserva o in una piccola palestra adibita, se si ha la fortuna di averla in casa, oppure in un giardino. In caso contrario vanno bene anche esercizi da camera o le scale per fare gli squat".

I calciatori saranno seguiti a distanza?

"Certamente, in questo la tecnologia è fondamentale. Immagino videochiamate con i diversi preparatori atletici e penso anche con l’allenatore per la tattica. Lavori di gruppo con più calciatori collegati".
Per quanto riguarda l’alimentazione?

"Sono certo che tutti i giocatori se ne sono tornati alle loro case con menù personalizzati che rispetteranno alla lettera".

Dunque, secondo lei, non ci saranno problemi?

"Paradossalmente li possono avere gli infortunati. Se è vero infatti che questa lunga sosta ne favorisce il recupero senza perdere partite, è altrettanto vero che non possono lavorare a stretto contatto con fisioterapisti e riatletizzatori".

Poniamo che ai primi di aprile si torni effettivamente all’allenamento collettivo. Cosa succede?

"Si lavorerà sulle capacità aerobiche, per riprenderle non servono molti giorni".

Il punto non è cosa fare oggi per mantenersi in forma, ma cosa fare domani se la pausa si prolungherà.

"Purtroppo, con questa incertezza, non si può programmare nulla. Come dicono tutti si naviga a vista".