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C’è un frastuono assordante attorno alla situazione economica dell’Inter, ma dalla Cina rispondono con omertoso silenzio. Zhang è rientrato a casa lasciando tutti nell’incertezza e mettendo a repentaglio la credibilità di un club riconosciuto nel mondo. Lo ha fatto smentendo la notizia di una possibile cessione, superata dai fatti solo 48 ore dopo. E rischia di ripetersi addirittura con la velina spedita direttamente da Nanchino, che dichiarava brutalmente interrotti i discorsi con BC Partners. Le cose non stanno proprio così: c’è un’offerta ufficiale del fondo inglese, che Zhang potrebbe dover prendere seriamente in considerazione, anche se al ribasso. Perché il rischio che l’Inter finisca nelle mani di Goldman Sachs non è remoto e a quel punto la famiglia Zhang non sarebbe più così libera di scegliere come e a chi vendere. Filtra voce di un accordo vincolante che la parti avrebbero stipulato all’emissione del bond da 375 milioni di euro, con tasso annuo del 4.80%. Per i creditori è tempo di passare all’incasso e secondo l’intesa raggiunta tra club e banca, se Zhang non sarà in grado di corrispondere gli interessi maturati, sarà Goldman Sachs a prendere in mano le redini dell’Inter per imbastirne la cessione. 
Ieri sera vi abbiamo raccontato in esclusiva la spiacevole notizia in arrivo dalla Cina: PPTV, l’emittente di proprietà di Zhang, non ha potuto trasmettere la partita tra Inter e Fiorentina e oggi sta accadendo altrettanto con le altre sfide in programma. Da mesi, infatti, non arrivano i pagamenti a IMG, azienda che ha i diritti della Serie A nel mondo e che quindi commercializza il prodotto in Cina. Niente soldi, niente partite. Segnale staccato, com’era già accaduto qualche tempo fa con i diritti della Premier. Mentre in Italia qualcosa di simile giunge anche dalle lamentele di qualche fornitore. Nei giorni scorsi Marotta e Antonello si sono recati dall’ex presidente dell’Inter, Ernesto Pellegrini (e vi avevamo raccontato anche questo retroscena). Una richiesta d’aiuto trasversale a chi gestisce il food della Pinetina, ma anche l’occasione per chiedere qualche chiarimento e capire se davvero c’è un’anima italiana intenzionata a intervenire sulle sorti dell’Inter. Suning semina incertezza, anche nei suoi dirigenti.