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Il calcio italiano ha trascorso gli ultimi due anni a chiedersi chi fosse la cosiddetta anti-Juve, vale a dire la rivale più accreditata sulla strada fra i bianconeri e lo scudetto. E anche in questo avvio di stagione la domanda è stata riproposta a più riprese. Il Napoli di Benitez? Il Milan di Kakà? La Fiorentina del duo Gomez-Rossi? L'Inter di Mazzarri? La Roma di Garcia o la Lazio di Klose? 

Ecco, al di là del valore delle avversarie, molte delle quali oggettivamente rinforzatesi rispetto alla scorsa stagione, c'è soprattutto un elemento che, in questa prima parte della stagione 2013-14, preoccupa i bianconeri: gli infortuni, vale a dire un fattore che, nelle ultime due annate vincenti aveva di fatto inciso poco o nulla sul percorso della squadra di Antonio Conte, al di là del caso Pepe e dello stop trimestrale di Chiellini nel 2012-13.

Fra agosto e settembre 2013, invece, sono arrivati l'infortunio di Marchisio (35 giorni di stop, rientro previsto fra due settimane), gli acciacchi di Barzagli (una fastidiosa tendinopatia, che ha anche costretto il difensore a saltare gli impegni di questi giorni con la Nazionale) e, da ultimi, gli infortuni di Vucinic, che ha rimediato una brutta botta al ginocchio durante il match fra Montenegro e Polonia, e di Caceres, che giocando con la maglia dell'Uruguay ha rimadiato una lesione al menisco. 

Niente a che vedere con la preparazione, perché gli infortuni di Marchisio, Vucinic e Caceres sono di origine traumatica, dovuti a scontri di gioco, mentre la situazione di Barzagli sembra legata soprattutto all'enorme numero di partite giocate da quest'ultimo negli ultimi due anni, fra Juventus, Europei e Confederations Cup. 

Non è il caso, quindi, per Conte e il suo staff, di preoccuparsi, perché il metodo di allenamento utilizzato a Vinovo continua a non produrre infortuni (in particolare muscolari) e la preparazione estiva, da questo punto di vista, è stata eccellente. 

Ma sta di fatto che, complice soprattutto la sfortuna e qualche entrataccia di troppo subita, la Juventus rischia di presentarsi al big match di sabato con l'Inter e al successivo esordio in Champions League contro il Copenaghen senza Marchisio (sicuramente) e senza Barzagli e Vucinic (molto probabilmente), vale a dire tre pilastri della squadra campione d'Italia. Tre pilastri ai quali va aggiunto Caceres, un prezioso jolly per la difesa sempre pronto a dar man forte partendo dalla panchina.