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Più di tre ore di confronto e discussione alla Continassa tra Massimiliano Allegri e la dirigenza della Juventus: così è cominciata la nuova avventura del tecnico toscano sulla panchina bianconera. Max Allegri non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo a ritornare ad allenare la Vecchia Signora a distanza di una precedente esperienza. Sono già in molti a cercare analogie tra quanto sta succedendo adesso e quanto invece capitato in passato con Trapattoni prima e Lippi poi. C’è però una grande, grandissima, disparità nel confrontare le singole situazioni. A differenza di Trapattoni e Lippi, che scelsero in autonomia di lasciare la Juventus per andare all’Inter perché ritenevano il loro meraviglioso ciclo di vittorie in bianconero concluso, a Massimiliano Allegri il percorso di vittorie l’ha chiuso in maniera anche un po’ brutale (sicuramente con poca riconoscenza) la Juve stessa, esonerandolo perché non ritenuto all’altezza di poter centrale l’obiettivo principale prefissato con l’acquisto di Cristiano Ronaldo: tornare a vincere anche in Europa.

La Juventus di Trapattoni (quella di Platini in particolare la più forte di sempre) e quella di Lippi hanno terminato un ciclo vincendo e dominando sia in Italia che in Europa. Da qui la loro volontà di cambiare aria per andare a cimentarsi altrove in nuove sfide. Massimiliano Allegri, invece, in Europa non ha vinto nulla e questa cosa gli è costata carissimo, portandolo a un esonero a furor di popolo nonostante cinque scudetti consecutivi. Si può quindi dire che Allegri è il primo allenatore ad esser richiamato dalla Vecchia Signora dopo esser stato precedentemente scaricato in malo modo. Questa cosa non va assolutamente sottovalutata perché alle prime problematiche in casa juventina tutti i detrattori dell’allenatore toscano (e restano ancora tantissimi) torneranno a chiederne “la testa”, perché vincere solo in Italia non basterà mai in casa bianconera, soprattutto se fatto poi attraverso un gioco tutt’altro che spumeggiante come quello visto nell’ultimo biennio dell’era allegriana. Allegri quindi ha un compito tutt’altro che semplice anche se la fuga di Antonio Conte l’ha sicuramente agevolato perlomeno in partenza.

RINFORZARE IL CENTROCAMPO - Ma fondamentale, ancora più dello schema tattico che verrà scelto e dall’esperienza acquisita nei due anni fermo a rimuginare sugli errori commessi, sarà sicuramente il mercato. Sono troppi anni, e per questo ha pagato Paratici, che non c’è più una vera programmazione tecnico-tattica in casa Juve ma si naviga a vista inseguendo le varie offerte last-minute offerte dal mercato. Continuando con questa mentalità non si va molto lontano, a prescindere dal fatto se a sedere in panchina sia Sarri, Pirlo o Allegri stesso. Rinforzare il centrocampo è sicuramente l’obiettivo stagionale di questa sessione di calciomercato: puoi avere tutti i buoni propositivi di riscattarti e di proporre un calcio offensivo, ma se poi nella zona nevralgica del campo ti trovi a giocare con gente che nelle Juventus di Trapattoni o Lippi si sarebbero divisi al massimo tra panchina e tribuna, è difficile cercare un’idea di calcio spettacolo. Lo stesso Allegri - nel 2015, quando si arrivò sino a Berlino - dimostrò che con un centrocampo con Pogba Pirlo Vidal e Marchisio si poteva giocare bene a prescindere dalla difesa a tre o da quella a quattro. E’ una questione di uomini quindi ancor prima di schemi. Capire subito quindi il futuro di Ronaldo e puntare tutto sul rafforzamento del centrocampo assolutamente necessario. Se Allegri è tornato per migliorarsi e correggere i suoi errori del passato oppure solamente per nostalgia o mancanza di alternative lo capiremo subito, dalla qualità dei giocatori che arriveranno alla Juventus.

@stefanodiscreti