128
C'è anche l'Inter: gli uomini di Roberto Mancini spazzano via la Roma capolista e tirano giù la maschera. Lo scudetto non può e non deve essere più un pensiero troppo lontano. 
 
SIGNORI DEL CENTROCAMPO - L'Inter vince da grande squadra, col sacrificio del gruppo. I nerazzurri, a differenza delle partite precedenti, tengono stretti i reparti e non lasciano agli avversari spazi per le ripartenze. Prova maestosa di Brozovic e Medel, che stravincono i duelli diretti in mediana. alla vigilia nessuno lo avrebbe mai detto. Stupisce soprattutto il croato, voglioso di recuperare tutto il tempo perso in precedenza. 
 
DIFESA BUNKER - Prova impeccabile anche quella di Miranda e Murillo. I due sudamericani rendono perfettamente l'idea della solidità. Più flemmatico e ragionatore il brasiliano, reattivo e impulsivo il colombiano. Con questi nuovi centrali di difesa l'Inter può dormire sonni tranquilli. Superano senza neanche un graffio la battaglia contro le frecce giallorosse, Dzeko, Salah e Gervinho, non tre novellini. 
 
L'INTER VOLA SENZA IL BOMBER - Davanti il bicchiere è mezzo vuoto, o forse mezzo pieno. Dipende dai punti di vista. L'Inter col finto attaccante riesce a fare molto meglio dell'Inter col vero attaccante. Jovetic, Perisic e Ljajic giocano una gara di sacrificio e responsabilità, arretrando e ripartendo proprio come chiede Roberto Mancini. Icardi ha guardato dalla panchina per  novanta minuti, probabilmente ripensando al battibecco settimanale. I gol sono tanto, ma non tutto, perché ciò che conta è innanzitutto l'equilibrio della squadra e questa sera l'Inter è sembrata molto più quadrata senza il capitano in campo. Un fattore che va assolutamente considerato e che anche lo stesso bomber argentino dovrà valutare con attenzione, perché i fatti contano più delle polemiche e per lui è ora di rimboccarsi le maniche: lì davanti la concorrenza non manca, questa sera Icardi ne ha avuto la prova.