Ogni promessa è debito. E noi da luglio dello scorso anno abbiamo un debito nei confronti dei lettori di Calciomercato.com, soprattutto quelli di fede interista. In quei giorni pubblicammo un'analisi in tre puntate (QUI LA PRIMA, QUI LA SECONDA e QUI LA TERZA) sulle plusvalenze realizzate dall'Inter in vista della chiusura del bilancio al 30 giugno 2018, e estendemmo il focus sulle annate immediatamente precedenti. L'approfondimento fu motivato dalla grande enfasi dei media intorno a quello che venne definito “il capolavoro di Piero Ausilio”.

Capolavoro che consistette nel rimettere i conti interisti in linea coi dettami del Fair Play Finanziario Uefa. Un'operazione portata a termine grazie alla cessione di esuberi e soprattutto di giovani provenienti da una Primavera fra le più forti del calcio italiano recente. Tale manovra d'aggiustamento dei conti destò non soltanto elogi, ma anche molte polemiche.

Da più parti si ritenne che le valutazioni assegnate ai ragazzi ceduti, e le relative plusvalenze, fossero molto generose. E che dunque la società nerazzurra avesse tirato un po' per il collo le regole e i numeri. Rispetto a queste rappresentazioni dei fatti, noi di Calciomercato.com prendemmo una posizione più attenta alla complessità del problema. Ci pareva allora, e continua a sembrarci adesso, che sia necessario ragionare su due aspetti di carattere generale, rispetto ai quali il caso interista è una fra le tante declinazioni e non certo l'unica. Il primo aspetto riguarda il tema della dipendenza da plusvalenze, che per i club italiani ha assunto la forma del pericolosissimo virus. Noi di Calciomercato.com abbiamo denunciato per primi il problema, e ci fa piacere constatare che con mesi di ritardo anche altri organi d'informazione ne abbiano “scoperto” l'esistenza. Il secondo aspetto sottolineato, sia nei tre articoli dedicati all'Inter che in altri (QUI il caso Roma-Brescia-Sassuolo e QUI il caso Juventus-Udinese), riguarda l'infernale marchingegno di “compra e recompra”. Abbiamo rimarcato quelli che a nostro giudizio sono i rischi connessi, e sosteniamo che esso sia un'altra bomba a orologeria piazzata dentro il sistema economico-finanziario del calcio italiano. Su tale versante non siamo ancora in compagnia, ma vedrete che prima o poi anche questo tema verrà “scoperto” da altre testate.

Un'ultima cosa da premettere riguarda l'atteggiamento che abbiamo tenuto negli articoli della scorsa estate, rispetto alle plusvalenze realizzate dalla società nerazzurra. Dicemmo subito che non le avremmo preventivamente giudicate corrette né gonfiate, perché si sarebbe trattato di un giudizio tanto affrettato quanto ingiustificato. E abbiamo concesso un lasso di tempo che andasse almeno fino alla conclusione del girone d'andata, per dare modo ai ragazzi di dimostrare o meno il loro valore. Inoltre, toccava aspettare la pubblicazione del bilancio interista al 30 giugno 2018, per ragionare su cifre reali e non su voci giornalistiche. E adesso che si ha tutti gli elementi per soppesare dati oggettivi, possiamo procedere a una valutazione più fondata. Ciò che fra l'altro dà possibilità di rispondere agli utenti che nel corso di questi mesi ci hanno punzecchiato.

Il tema ricorrente è stato il valore dato a Nicolò Zaniolo in questo vorticare di trasferimenti e plusvalenze. A dire di  tali utenti, negli articoli dello scorso luglio avremmo giudicato quel valore “gonfiato”. E il fatto che a posteriori esso si sia invece rivelato molto basso sarebbe una cosa della quale dovremmo chiedere scusa (!). Proprio perché è così emblematico, il caso di Zaniolo verrà giudicato per ultimo. Ma con una duplice premessa: la prima è che in nessun passaggio degli articoli abbiamo parlato di valori “gonfiati”, ma al limite di valutazioni che ci parevano “generose”; la seconda è che l'esempio di Zaniolo è il più sbagliato cui si potesse fare riferimento. E adesso passiamo in rassegna i casi.
 
 
I DUE GENOANI - Partiamo dai due calciatori ceduti in estate al Genoa, il portiere Andrei Ionut Radu e il difensore Federico Valietti. Radu viene ceduto per 8 milioni di euro, con plusvalenza per l'Inter da 7,763 milioni di euro. Quanto a Valietti, la sua cessione avviene per un valore da 6 milioni di euro, con plusvalenza per l'Inter da 5,95 milioni di euro. Su Valietti viene dichiarato un accordo di recompra (QUI il comunicato), ma non altrettanti si evince nel caso di Radu (QUI il comunicato). Come sono andati i due nel corso di questa stagione? Il loro rendimento ha giustificato la valutazione data ai loro diritti economici? Quanto a Radu, dopo un inizio da secondo è stato promosso titolare fisso del Genoa. Dunque, la sua valutazione è non soltanto giustificata, ma adesso pare anche inferiore rispetto al valore dimostrato. E infatti di recente si è parlato della possibilità che l'Inter lo riporti a casa. Non altrettanto bene si può dire di Valietti. Che dal Genoa è stato immediatamente girato in prestito al Crotone, in serie B. In Calabria, nonostante si trovi in una squadra che sta faticando per salvarsi, Valietti ha giocato soltanto 5 partite, di cui appena 3 dall'inizio. Va ricordato che il ragazzo è un 1999. Dunque giovane ma non più di primo pelo, specie se si considera che gioca (sì, insomma...) in Serie B. Ha ancora tempo per mettere in mostra il suo valore. Ma al momento quei 6 milioni di euro sono eccessivi, specie se si pensa alla valutazione data a Zaniolo. Che a questo punto diventa giocoforza il parametro di riferimento. E poiché il valore della cessione di Zaniolo è 4,23 milioni di euro, ecco che quello assegnato a Valietti risulta estremamente generoso. Almeno per il momento, e in attesa di prove d'appello.
 
ODGAARD - Altro giovane da plusvalenza è stato il danese Jens Odgaard, attaccante classe 1999. L'Inter lo ha ceduto al Sassuolo attribuendogli un valore di 4,62 milioni di euro con plusvalenza da 3,535 milioni. Odgaard è un ragazzo presentato come molto promettente, anche lui soggetto a accordo di recompra (QUI il comunicato). Ma quanto è stato utilizzato dal Sassuolo? Siamo molto vicini allo zero. Per l'esattezza, il danese ha giocato soltanto 15 minuti, nella gara casalinga contro la Spal disputata il 24 febbraio e terminata 1-1. Per il resto, soltanto 3 presenze con la Primavera neroverde, arricchite da 2 gol.  E dunque, cosa dire di una valutazione e di una plusvalenza superiori a quelle garantite da Zaniolo? Fin qui, ingiustificate.
 
CARRARO E BETTELLA - Passiamo a esaminare il duo ceduto all'Atalanta. Si tratta di Marco Carraro, centrocampista classe 1998, e di Davide Bettella, difensore classe 2000. Carraro è stato valutato 5 milioni di euro con plusvalenza da 4,455 milioni. Bettella è stato valutato 7 milioni di euro, con plusvalenza da 6,949 milioni. Su entrambi l'Inter si è assicurata un diritto di recompra (QUI il comunicato di Carraro e QUI quello di Bettella). Come sono andati fin qui i due? Di sicuro c'è che entrambi sono andati. Altrove. Non appena giunto a Bergamo, Carraro è stato immediatamente girato in prestito al Foggia. Lì è rimasto fino a gennaio, quando la società bergamasca lo ha mandato ancora in prestito al Perugia. Per lui, 22 partite e 1 gol in Serie B. Nel suo caso si può dire che stia mettendo su esperienza. Riguardo a Bettella, ha trascorso i primi sei mesi della stagione a Bergamo, aggregato alla Primavera. Poi durante il mercato di gennaio è stato ceduto in prestito al Pescara, dunque anche lui in Serie B. Quanto ha giocato Bettella nella squadra abruzzese? Una sola partita, giusto l'ultima in ordine di tempo: quella pareggiata 0-0 sul campo del Carpi nel giorno di Pasquetta. Fin lì aveva visto soltanto la panchina. Per questi due calciatori l'Atalanta ha trasferito all'Inter 12 milioni di euro e garantito plusvalenze per 11,4 milioni di euro. Sarebbe impietoso per entrambi un confronto con Zaniolo. Di sicuro, specie nel caso di Bettella, i valori associati ai loro trasferimenti risultano finora estremamente generosi.
 
ZANIOLO E SANTON - E veniamo al caso più discusso: quello di Nicolò Zaniolo, trasferito alla Roma insieme a Davide Santon. Quest'ultimo è stato valutato 9,5 milioni di euro, con plusvalenza per l'Inter da 8,127 milioni di euro. Quanto a Zaniolo, le cifre sono le seguenti: i menzionati 4,23 milioni di euro per la cessione, che fruttano una plusvalenza da 2,643 milioni di euro. Cioè, la valutazione e la plusvalenza più basse dell'intera lista. Va aggiunto che né su Santon né su Zaniolo l'Inter si è riservata il diritto di recompra. C'è soltanto un 15% di diritto sulla futura cessione di Zaniolo (QUI il comunicato). E a questo punto è il caso di riprendere ciò che venne scritto da Calciomercato.com, nell'articolo del 15 luglio 2018, a proposito del ragazzo esploso nelle file della Roma. Ecco il passaggio:
 
“Per il momento possiamo solo giudicare se la valutazione di Zaniolo sia congrua. La risposta è che si tratta di una valutazione generosa ma non scandalosa”.
 
Dunque, nessun accenno a cifre esagerate, né tanto meno gonfiate. La somma impegnata viene definita “generosa”. E per quanto nessuno potesse aspettarsi un decollo così subitaneo da parte di Zaniolo. col senno di poi ammettiamo di essere stati avari nel giudizio. Ma di sicuro non abbiamo sminuito il ragazzo. A farlo ha provveduto qualcun altro. E costui è chi ha svenduto Zaniolo come se si trattasse di un saldo di fine stagione. È bene ribadire le cifre: 4,23 milioni di euro la valutazione, 2,643 milioni di euro la plusvalenza. Cifre bassissime, per quello che assieme a Federico Chiesa si avvia a essere il calciatore italiano più forte del prossimo quindicennio. Eccolo qui il vero capolavoro di Piero Ausilio. Peccato si tratti di un capolavoro alla rovescia. Di quelli che imbrattano il curriculum in modo perenne.