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Disponibilità, la parola d'ordine del nuovo Palermo. Abel Hernandez è stato il manifesto del nuovo modo di pensare nello spogliatoio di Devis Mangia. Col Siena ha messo il suo talento al servizio della squadra nel momento più difficile. Quasi un tempo giocato in inferiorità numerica e la Joya ha corso, pressato, ripiegato, tenuto palla, subìto falli preziosi. Non è la prima volta quest'anno, ma con i toscani è stato una atteggiamento ancora più evidente, perché domenica ha anche propiziato la punizione dalla quale è nato il gol di Migliaccio e poi ha chiuso i conti dal dischetto nei minuti finali.

Quando un attaccante può essere determinante anche se non segna. Hernandez sembra giocare più con la testa che con l'istinto e continuando così quest'anno potrà riscrivere la sua storia a Palermo, dopo un anno maledetto fatto di troppi infortuni e qualche calo. La cura Mangia ha contagiato anche Abel, tutti sono coinvolti nonostante in attacco finora l'alternanza non abbia garantito il posto fisso a nessuno. Col Siena sarebbe potuto subentrare Pinilla, poi l'espulsione di Balzaretti ha cambiato le idee del tecnico.

Mangia ha apprezzato abnegazione e sacrificio dell'uruguaiano: 'Qualche giorno fa gli ho detto una frase in codice: tra i primi cinque - ha detto domenica nel dopo-gara -. Lui non sa che cosa significa, ma gli ho detto di tenerla bene a mente'. La Joya ha provato a dare una spiegazione. 'Penso volesse dire tra i primi cinque attaccanti al mondo - ha detto la punta -, ma questo è quello che ho pensato io. Con Mangia c'è un grandissimo rapporto, è una gran persona, oltre che un ottimo allenatore'.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)