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"Finalmente questa equiparazione dei giocatori croati allo status di comunitari permetterà di conoscere molti elementi della mia nazione che non hanno avuto le possibilità concesse a calciatori di altri paesi. Dopo Boban, Boksic, Jarni, e parzialmente io, nel campionato italiano non si ricordano di elementi della Croazia che hanno avuto successo. Eppure il nostro paese è molto amato a livello turistico, mentre a livello calcistico chissa' perche' siamo sempre stati identificati come principalmnte come teste calde". Inizia con questa considerazione il commento ai microfoni di Calciomercato.com di Milan Rapaic dell'ultimo arrivo dalla Croazia nella nostra serie A, quello che verrà ufficializzato nelle prossime ore dalla Fiorentina dell'attaccante Ante Rebic.

"L'ho seguito quando collaboravo con dirigenti federali delle nazionali giovanili croate ed ero sicuro che prima o poi qualche club, inglese o italiano, sarebbe arrivato sulle sue traccie – ha aggiunto l'ex centravanti di Perugia ed Ancona – Il principale difetto, ampiamente migliorabile, è la cattiveria sottoporta. Ha fisicità, tecnica, intelligenza ma sul piano finalizzativo commette errori troppo banali. Secondo me arriva in una squadra perfetta per lui che ha ambizioni e forse da un certo punto di vista può non aspettare giovani che hanno bisogno di crescere, ma ha anche uno staff tecnico che ha dimostrato di saper far emergere chi ha qualità, qualsiasi sia l'eta' che c'è sui documenti. Se posso dare un consiglio a Rebic dico di non domandarsi mai quando arriverà il suo debutto in serie A ma che l'esperienza formativa che farà nel calcio italiano sarà determinante per la sua crescita umana".