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Per un giovane centravanti forte e ambizioso essere accostato alla Juventus durante il mercato invernale e poi segnare ai bianconeri poco dopo, nella prima gara di campionato disponibile, significa soltanto una cosa: avere i riflettori puntati addosso da quel momento preciso fino alla fine della stagione. Scamacca, al minuto 49 di Juve-Genoa, si è liberato in area di De Ligt come di un difensore qualunque, è salito in cielo e ha incornato in rete il pallone con la naturalezza del grande bomber. Giocata importante per un ragazzo del 1999.  Si tratta del suo quinto gol in campionato, il nono in stagione considerando anche le doppiette col Catanzaro e con la Samp in Coppa Italia. Dopo l’esplosione di Vlahovic, accompagnata puntualmente dal nostro approfondimento tattico, quella ormai imminente (o già in atto?) di Gianluca Scamacca merita allo stesso modo tutta la nostra attenzione. Dunque è davvero così forte? Davvero così pronto per una big?   

NEL 3-5-2 DI BALLARDINI - Partiamo dal contesto. Nel Genoa di Davide Ballardini Scamacca si muove all’interno di un sistema di gioco a tre (tendenzialmente il 3-5-2), che in fase difensiva assume l’aspetto di un 5-3-2. Contro la Juventus, suo compagno di reparto era l’esperto e complementare Goran Pandev. 



NEL 3-4-1-2 - ​Ma questo soltanto nel primo tempo. Nella ripresa infatti, il Genoa ha cambiato aspetto grazie a due sostituzioni: Ghiglione per Biraschi e Pjaca per Behrami. L’innesto del croato, in particolare, ha trasformato il 3-5-2 in un 3-4-2-1, rendendo il Grifone più offensivo e pericoloso. Questo ha creato problemi ai bianconeri, non tanto o non solo il sempre comodo argomento del ‘calo di concentrazione’. De Ligt e Chiellini dovevano occuparsi della fisicità di Scamacca che li fissava dietro e al tempo stesso controllare il posizionamento insidioso delle due sottopunte. 



LA PALLA PERSA A INIZIO GARA- Presa individualmente, la prima parte di gara di Scamacca non è stata entusiasmante. Anzi, ha commesso qualche errore tecnico di troppo, come ad esempio questo pallone appoggiato a Bentancur sotto gli occhi di Ballardini. Palla non certo facile da proteggere e pulire, visto il raddoppio lungo l’out di De Ligt e Cuadrado. Ma da questa perdita del possesso è nata poi la costruzione dell’uno a zero dei padroni di casa. 



LA TECNICA DI SCAMACCA - Se c’è però una caratteristica di Scamacca che non si può certamente discutere, questa è la tecnica del piede destro. Soprattutto se rapportata alla sua altezza (1,95 m). Scamacca infatti è capace di manovrare con la squadra, ma anche di associarsi al compagno di reparto con tocchi fini. 



Come questo ad esempio. 



GLI ECCESSI - A volte però scivola negli eccessi nel tentativo di strafare, cosa d’altra parte tipica dei giovani. Nel seguente passaggio di Criscito, Scamacca, pressato da Chiellini e De Ligt, sceglie uno strano tocco d’esterno, non si capisce se per aggirare l’olandese o per servire Pjaca. 



Il risultato è una palla regalata a Danilo, con Pandev e Pjaca pronti a ricevere tra le linee ma ignorati. 



E IL MANCINO? - Va segnalata forse un’interdipendenza tra questo genere di errori e l’utilizzo pressoché nullo del piede debole (il sinistro), di cui Scamacca sembra avere pochissima stima.

SENZA PALLA- In una intervista alla Gazzetta, in febbraio, Ballardini disse: “Deve migliorare tanto nel gioco e nel movimento senza palla”. Il mese dopo Scamacca fa doppietta col Parma e segna un grande gol, sfruttando un pattern caratteristico del 3-5-2. 



Molto ‘contiano’ in effetti: la mezzala (Behrami) che apre il corridoio tra Zappacosta e le punte, il contromovimento del centravanti, l’esca (o velo) di quest’ultimo per la seconda punta sulla stessa diagonale, e via di combinazione a due.



Se Scamacca vede la porta dal limite sa come far male. Qui sotto sceglie la potenza, ma ricordiamo anche un altro bellissimo gol, quello contro la Samp in Coppa (a giro, nel sette, sempre col destro e più o meno dalla stessa posizione). 



COMPRENSIONE DEL GIOCO E CARATTERISTICHE- Ma questo appunto era un pattern, una situazione abbastanza riconoscibile e codificata. Ci sono frangenti della partita in cui invece il giocatore è nudo. È lì che l’esperienza e il senso del gioco vengono in aiuto, insieme evidentemente a certe caratteristiche che in qualche caso aiutano, risolvono il problema, suggeriscono istintivamente il da farsi. Qui ad esempio c’è una transizione, una palla persa da Rabiot girata velocemente a Pandev dalla destra.


I due attaccanti del Genoa contro tre difensori della Juventus. Scamacca avanza, ma avanza con una corsa neutra, priva di informazioni per il compagno. Per caratteristiche sue, forse non si aspetta di essere chiamato in causa dal collega.



Scamacca infatti, al momento, non è quel giocatore che ti attacca la profondità o ti allunga la difesa avversaria (qui un Haaland si comporterebbe molto diversamente..). Questa corsa di Scamacca al massimo significa: “Fai salire la squadra, Goran”. Sempre che non sia una corsa vuota, appunto. 



Il problema è che in questa circostanza o Pandev si ferma e gioca dietro, o per raggiungere lo stesso obiettivo (o comunque qualcosa di analogo) ha bisogno di associarsi a Scamacca con un tocco dentro al triangolo Chiellini-De Ligt-Bentancur. Ha dunque bisogno di un movimentino ulteriore di Scamacca. Che non arriva. Così De Ligt anticipa e il Genoa perde palla. 



ALTO 1,95 - La funzione di Scamacca “spalle alla porta” nel Genoa si mostra d’altra parte in vari modi. Grazie all’ altezza del suo centravanti, la squadra di Ballardini può alternare alla costruzione dal basso soluzioni più dirette. 



Come questa ‘spizzata’ per il taglio di Zappacosta su un lancio mirato di Perin.



SE SCAMACCA PRENDE POSIZIONE- In almeno due circostanze di Juve-Genoa abbiamo visto chiaramente quanto fastidiosa può diventare per i difensori avversari la gestione della fisicità di Scamacca quando prende posizione dentro o al limite dell’area. Guardate come tiene dietro De Ligt sul passaggio di Badelj per Criscito.



Cuadrado è fuori posizione, e se qui non interviene Bentancur (come di fatto succede) il vantaggio acquisito da Scamacca su De Ligt può tradursi in qualcosa di molto pericoloso.



CONTRO I GIGANTI - Infine va menzionata l’azione di sfondamento che ha acceso la partita del classe ‘99 contro i bianconeri. Il primo tempo si stava avviando verso la conclusione quando il Genoa batte velocemente una punizione nella metà campo avversaria.  Palla a Pandev, che verticalizza subito per Scamacca. La Juve, sorpresa, non era posizionata benissimo dietro (vedi Chiellini rispetto a De Ligt).



Ed ecco che il limite potenziale di Scamacca di cui si parlava prima (il mancato utilizzo del mancino; in questo caso per la naturale apertura verso Zappacosta) scaccia una giocata giusta ma forse fin troppo scolastica. Scamacca china la testa e senza elmetto sfonda dove fa più brutto, ossia tra l’accorrente Chiellini e De Ligt. 



Ha ragione lui, non si capisce se grazie a un rimpallo o a una giocata spettacolare. Di fatto sfonda, riesce ad aprirsi una breccia e a crearsi un’occasionissima dal nulla.



Una volta passato di là, è bravo a tener dietro col braccio De Ligt, che tenta ovviamente il salvataggio estremo. Non c’è tempo però per guardare il portiere, Scamacca non riesce ad alzare la testa e tira un po’ come riesce, addosso a Szczesny. La Juve trema. Scamacca comprende che è arrivato il suo momento.